Ho sentito spesso dire che il valore delle cose lo si capisce solo quando si perdono. Nonostante questa frase non rispecchi il mio pensiero, posso …
Vivere in Andalusia: ecco cosa mi manca di più (e cosa no!)

Vivere all’estero, anche se vivete in un bel posto, non è tutto rose e fiori. Molti expat italiani sono concordi nel dire che non esiste il Paese perfetto, esiste il Paese più vicino alle esigenze di ciascuno di noi. Per cui quello che cerco io nella mia vita all’estero potrebbe non andare bene a te. Quando si decide di andare a vivere all’estero, è molto importante andare sul posto e fare un’analisi dei punti di forza e di debolezza. Solo così sarete in grado di capire se quella che avete scelto è la destinazione giusta per voi. Io penso di aver trovato il posto che mi fa stare bene, ma il mondo è così grande che non credo proprio che la mia sistemazione sia definitiva. Niente in fondo è definitivo!

Ho sentito spesso dire che il valore delle cose lo si capisce solo quando si perdono. Nonostante questa frase non rispecchi il mio pensiero, posso …

Per noi italiani un viaggio in Andalusia viene associato il più delle volte all’idea di una vacanza artistico-culturale. Si arriva in Andalusia per visitare città …

Malaga è stata la prima città ad accogliermi quando nell’aprile 2009 ho deciso che era ora di iniziare una nuova avventura e mi sono trasferita in Spagna. Senza sapere una sola parola di spagnolo, mi sono ritrovata a vivere a Malaga, vagare per le sue strade, cercando un appartamento in affitto e nuovi stimoli.
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Confesso che, prima dell’arrivo di questa pandemia, mai mi sarebbe passata per la testa l’idea di andare in vacanza in Spagna in auto. O ancora, in quanto residente in Spagna, di tornare in Italia in auto. In passato, ho scelto di arrivare in Spagna in auto in occasione di un trasloco per poter portare quante più cose possibili (oltre all’auto stessa!). Ho anche conosciuto delle persone che hanno deciso di fare un viaggio “on the road” dall’Italia alla Spagna, fermandosi anche qualche giorno sulla costa francese.
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Cambiare una o due case all’ anno. Passare dalla montagna al mare, dalla città ad un castello sulla collina. Chi lo dice che i nomadi …

Il sogno di qualsiasi viaggiatore è quello di fare dei viaggi il proprio mestiere e il modo più diretto per realizzarlo sembra essere quello di diventare un travel blogger per professione.
Lasciare il posto fisso, dire addio ad orari ed ufficio, preparare le valigie e iniziare a scoprire il mondo: chi non lo vorrebbe fare?
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Dopo anni di vita all’estero pensavo di essermi abituata a veder maltrattata la nostra cucina italiana. Proprio per questo i ristoranti italiani che ho frequentato in suolo straniero si possono contare sulle dita di una mano. La difficoltà di approvvigionamento di materie prime di qualità e la tentazione di scendere a compromessi con i gusti e le abitudini della clientela locale sono i principali problemi che insidiano coloro che decidono di aprire un ristorante italiano all’estero.
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Trasferirsi in Spagna è il sogno di molti italiani. Lo è stato anche il mio quando nell’aprile del 2008 ho lasciato l’Italia e sono arrivata a Malaga, nella mia prima casa andalusa.
L’idea di iniziare una nuova vita in un contesto sconosciuto per molte persone è uno stimolo, per altre una necessità. Fondamentale però è avere la consapevolezza del passo che si sta per compiere.
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Noi italiani che abbiamo scelto di vivere in Spagna abbiamo un unico grande problema che ci accomuna: dove poter mangiare una pizza degna di questo nome.
Lo so, voi viaggiatori ci starete già guardando con un’espressione saputella pronti a sostenere la tesi di quanto siano buone le tapas, di quanto sia importante conoscere i cibi e le tradizioni locali e di come non si debba cercare di mangiare cibo italiano a tutti i costi.
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Tempo di vacanze. Sono passati tanti, troppi, giorni dal mio ultimo post sul blog. Sembra che anche il blog abbia chiuso per ferie. Questa è la prima estate in cui mi trovo a coniugare la mia avventura da travel blogger con la mia professione di albergatrice qui a Nerja.
Fino a giugno tutto è andato bene, ma la follia di luglio (e immagino anche quella di agosto) hanno drasticamente spostato l’ago della bilancia (e anche il tempo a disposizione) verso il lavoro in hotel. Ecco quindi che mi vedo costretta a sospendere viaggi, gite e weekend alla scoperta del mondo vicino o lontano che sia; a mettere foto e articoli dei viaggi passati in stand by e a dedicarmi, raccogliendo le poche forze a disposizione, ai miei “cari” clienti. (altro…)