Io a Roma ho iniziato a venire quando avevo 18 anni. All’inizio erano viaggi da turista. Poi sono arrivati gli eventi, soprattutto i concerti. Le occasioni per tornare, con il passare degli anni, mi hanno permesso una conoscenza sempre più profonda della città. Di Roma conservo ricordi molto diversi tra loro: ricordo perfettamente la mia prima visita ai Musei Vaticani, l’emozione di passeggiare di notte lungo Via dei Fori Imperiali, quando la città sembrava improvvisamente molto più silenziosa e intima, e non posso dimenticare un concerto all’alba di Vinicio Capossela sulla terrazza del Pincio.

Forse è anche per questo che, quando dopo dodici anni di vita in Andalusia ho deciso di tornare in Italia, non è stato difficile scegliere Roma come città in cui vivere. Da allora Roma è diventata per me qualcosa di diverso da una semplice destinazione turistica. È una città da vivere, oltre che da visitare. Una città nella quale si può trascorrere una giornata intera inseguendo i grandi monumenti della storia e il giorno dopo semplicemente camminare senza una meta precisa, fermandosi davanti a un palazzo, entrando in una chiesa o sedendosi a mangiare qualcosa in una trattoria.

In questa guida voglio quindi raccontarti Roma dal punto di vista di chi l’ha visitata molte volte e ha scelto di viverci, cercando di unire i grandi classici che non si possono perdere con quei consigli pratici che possono davvero fare la differenza quando si organizza un viaggio. Troverai indicazioni su quando andare a Roma, quanti giorni dedicare alla città, dove dormire, come muoversi e come organizzare le visite alle principali attrazioni. Ma troverai anche itinerari, quartieri da esplorare, musei, panorami, parchi, luoghi meno conosciuti e, naturalmente, qualche consiglio su cosa mangiare. Perché Roma merita di essere visitata almeno una volta nella vita, ma secondo me merita ancora di più di essere vissuta senza fretta.

Indice dell'articolo

Quando venire a Roma

Quando venire a Roma

Roma viene spesso associata alla primavera e all’inizio dell’autunno. Maggio e settembre sono probabilmente i mesi che più spesso vengono indicati come ideali per visitare la città: le temperature sono generalmente piacevoli e le giornate abbastanza lunghe da permettere di alternare visite culturali e passeggiate all’aperto.

Se però mi chiedessero qual è il periodo migliore per visitare Roma, la mia risposta sarebbe un po’ diversa: io sceglierei novembre oppure marzo. Il motivo è molto semplice: in questi mesi Roma è generalmente più tranquilla rispetto ai periodi di maggiore affluenza turistica, e questo, soprattutto in una città come Roma, può fare una differenza enorme.

Roma è bellissima in qualsiasi stagione, ma riuscire a camminare nel centro storico senza la sensazione di essere costantemente in mezzo alla folla cambia completamente l’esperienza. Visitare un monumento, entrare in una chiesa, fermarsi in una piazza o semplicemente passeggiare per le strade del centro diventa più piacevole quando non si è costretti a seguire i ritmi del turismo di massa.

Roma a marzo

Marzo è uno dei mesi che preferisco per vivere Roma. L’inverno è ormai alle spalle, le giornate iniziano ad allungarsi e le temperature possono essere sorprendentemente miti. Non bisogna naturalmente aspettarsi un clima estivo: marzo può ancora regalare giornate fredde e qualche giornata di pioggia. Ma quando il tempo è bello, si può tranquillamente trascorrere gran parte della giornata all’aperto, ed è proprio questo uno dei grandi vantaggi di visitare Roma in questo periodo. È una città che si presta enormemente alle passeggiate e poter camminare per ore tra piazze, fontane, monumenti e quartieri senza soffrire il caldo estivo è, per me, uno dei modi migliori per conoscerla.

Roma a novembre

Anche novembre è un ottimo mese per visitare Roma, soprattutto se si cerca un periodo più tranquillo. Le giornate sono più corte rispetto alla primavera e all’estate, ma il clima può ancora essere piacevole e, nelle giornate di sole, Roma mantiene quella luce particolare che rende ancora più belli i suoi monumenti e i suoi panorami. È anche un buon periodo per alternare le visite all’aperto con musei, chiese e siti archeologici, senza dover necessariamente organizzare ogni giornata in funzione del caldo. Naturalmente novembre è più esposto alla pioggia rispetto a marzo e non si può escludere qualche giornata decisamente autunnale. Ma, scegliendo con un minimo di flessibilità le giornate da dedicare alle passeggiate, può essere un mese davvero piacevole.

E gli altri mesi?

Questo non significa che maggio e settembre non siano ottimi periodi per venire a Roma. Al contrario: sono mesi molto piacevoli e, per chi visita la città per la prima volta, possono essere una scelta eccellente. Il rovescio della medaglia è che sono anche periodi molto richiesti. Roma può essere affollata e le principali attrazioni turistiche richiedono spesso una maggiore organizzazione.

L’estate ha invece il vantaggio delle giornate lunghissime, ma il caldo può diventare un problema, soprattutto quando si devono trascorrere molte ore all’aperto visitando il Colosseo, il Foro Romano o camminando per il centro storico. In piena estate cercherei quindi di organizzare le visite più impegnative nelle prime ore della giornata e di lasciare il pomeriggio alle attività al chiuso o alle pause.

L’inverno, infine, non va assolutamente escluso. Roma non è una destinazione esclusivamente primaverile o estiva e una giornata di sole invernale può essere perfetta per visitare la città. Le temperature sono generalmente più miti rispetto a molte altre capitali europee e, scegliendo il periodo giusto, si può approfittare anche di una minore affluenza.

In definitiva, se vuoi il mio consiglio personale, sceglierei marzo o novembre. Non necessariamente perché siano i mesi con il clima migliore in assoluto, ma perché rappresentano, secondo me, un ottimo compromesso tra clima, possibilità di stare all’aperto e minore affollamento. E Roma, quando puoi godertela con un po’ più di calma, è ancora più bella.

Come arrivare a Roma

Roma è facilmente raggiungibile praticamente da qualsiasi parte d’Italia e d’Europa e, dovendo scegliere come arrivare, per un viaggio in città io non avrei molti dubbi: treno o aereo. La macchina, invece, la lascerei a casa.

Non perché Roma non sia raggiungibile in automobile, naturalmente, ma perché una volta arrivati in città bisogna fare i conti con il traffico, le ZTL e soprattutto con il parcheggio. Se l’obiettivo è visitare Roma, avere un’automobile parcheggiata da qualche parte per gran parte del soggiorno significa spesso aggiungere un problema senza avere un reale vantaggio.

La situazione cambia, ovviamente, se Roma è soltanto una tappa di un viaggio più lungo nel Lazio o nel centro Italia e l’automobile serve per gli spostamenti successivi. In quel caso può avere senso arrivare in macchina e scegliere una sistemazione con parcheggio, preferibilmente fuori dal centro storico e ben collegata. Ma se Roma è la destinazione del viaggio, il treno è probabilmente la soluzione più comoda.

Arrivare a Roma in treno

La stazione di Roma Termini è il principale punto di arrivo per chi raggiunge la capitale in treno ed è collegata con le principali città italiane dall’alta velocità. Da Milano, Bologna, Firenze, Napoli e molte altre città è possibile raggiungere Roma direttamente, arrivando praticamente nel cuore della città. Questo è un vantaggio non da poco, soprattutto se si viaggia per un weekend o per pochi giorni e ogni ora a disposizione diventa preziosa. Arrivare in treno significa inoltre poter iniziare a visitare Roma quasi immediatamente, senza dover gestire trasferimenti dall’aeroporto.

Non bisogna però pensare che Termini sia l’unica possibilità. Roma dispone anche della stazione di Roma Tiburtina, servita da numerosi treni a lunga percorrenza, e per alcune destinazioni può essere una soluzione altrettanto comoda.

Arrivare a Roma in aereo

Se invece arrivi dall’estero o da una città italiana non particolarmente comoda da raggiungere in treno, l’aereo può essere la scelta più pratica. Roma ha due aeroporti principali: Fiumicino e Ciampino.

Fiumicino è il principale aeroporto internazionale della capitale ed è collegato alla città con diverse soluzioni, tra cui il Leonardo Express che raggiunge direttamente Roma Termini. Ciampino è più piccolo e viene utilizzato soprattutto da alcune compagnie low cost.

Prima di scegliere un volo, però, guarderei non soltanto il prezzo del biglietto. Anche l’orario di arrivo e il costo e la durata del trasferimento dall’aeroporto possono incidere parecchio sull’organizzazione del viaggio.

Se arrivi a Fiumicino, ho dedicato un articolo specifico a tutto quello che devi sapere per raggiungere Roma dall’aeroporto e organizzare al meglio questo trasferimento.

Devi partire dall’aeroporto di Roma Fiumicino? Ecco i miei consigli

E se arrivo in macchina?

Come dicevo, personalmente eviterei la macchina se Roma è la destinazione finale del viaggio. Il problema principale non è tanto arrivare in città, quanto dove lasciare l’automobile. Nel centro storico il parcheggio è tutt’altro che semplice e le limitazioni al traffico rendono poco conveniente utilizzare la macchina per gli spostamenti quotidiani.

Se però stai organizzando un viaggio on the road e Roma è soltanto una delle tappe, la situazione è diversa. In quel caso sceglierei con attenzione l’alloggio, verificando prima di prenotare se dispone di un parcheggio o se nelle vicinanze esistono autorimesse facilmente raggiungibili.

Una volta lasciata l’auto, però, la mia raccomandazione rimane la stessa: dimenticatela per tutta la durata della visita e scopri Roma a piedi o con i mezzi quando necessario.

Dove dormire a Roma

Dove dormire a Roma: Roma Suites Navona

Se c’è una cosa sulla quale ho pochi dubbi quando scelgo dove dormire a Roma è la posizione. Io sceglierei il centro storico o, se il budget non lo permette, una zona il più possibile vicina al centro e ben collegata, ma soprattutto dalla quale sia possibile raggiungere molte attrazioni a piedi.

Può sembrare un dettaglio, ma secondo me non lo è affatto. Roma è una città nella quale la posizione dell’alloggio può cambiare completamente il modo in cui si vive il viaggio. Quando si visita una città per pochi giorni, essere costretti a prendere ogni volta autobus, metro o taxi per andare e tornare dall’hotel significa perdere tempo e, soprattutto, essere vincolati agli orari e al funzionamento dei mezzi pubblici. Dormire in una posizione centrale permette invece di uscire dall’hotel e cominciare immediatamente a vivere Roma.

E c’è anche un altro motivo per cui per me la posizione è così importante: Roma di notte è splendida. Dopo una giornata trascorsa tra monumenti, musei e strade affollate, trovo bellissimo poter uscire nuovamente dall’hotel la sera e passeggiare senza una destinazione precisa. Piazza Navona illuminata, le vie del centro, le fontane, i palazzi, le piazze quasi vuote dopo che la maggior parte dei turisti è rientrata negli alberghi: è una Roma completamente diversa da quella che si vede durante il giorno.

Ed è proprio questo uno dei motivi per cui, quando viaggio, preferisco spendere qualcosa in più per una posizione migliore piuttosto che risparmiare sull’alloggio e ritrovarmi lontana dal centro.

Le zone migliori dove dormire a Roma

Non esiste naturalmente una sola zona perfetta per tutti.

Il centro storico rimane la mia prima scelta, soprattutto se è la prima volta che si visita Roma. Dormire nei dintorni di Piazza Navona, Pantheon, Campo de’ Fiori o Fontana di Trevi significa avere moltissime delle attrazioni principali a pochi minuti a piedi e poter vivere la città anche dopo cena.

Anche Monti è una zona che prenderei in considerazione. Soprattutto per chi cerca un quartiere centrale ma con un’atmosfera un po’ più locale. La posizione è ottima per raggiungere il Colosseo e molte altre zone del centro.

Trastevere può essere una buona scelta per chi ama uscire la sera, mangiare fuori e vivere un quartiere particolarmente vivace. Bisogna però considerare che alcune strade possono essere rumorose, soprattutto nelle serate più affollate.

Prati, infine, è interessante soprattutto per chi vuole essere vicino al Vaticano e preferisce una zona più elegante e ordinata, con numerosi ristoranti e servizi.

Ci sono naturalmente molte altre zone valide, ma io partirei sempre da una domanda molto semplice: quante delle cose che voglio vedere posso raggiungere a piedi dall’hotel? Per me questa è una delle domande più importanti da farsi prima di prenotare.

Le sistemazioni che consiglio a Roma

Ecco tre strutture che consiglio per posizione e comfort.

🛏️ Roma Suites Navona – perfetto per dormire nel cuore di Roma
La mia guest house si trova a pochi minuti a piedi da Piazza Navona, in una delle zone più belle e centrali della città. Da qui puoi raggiungere facilmente il Pantheon, Campo de’ Fiori, Castel Sant’Angelo e il Vaticano. È la soluzione ideale se vuoi vivere la Roma più autentica, tra vicoli storici, ristoranti tipici e piazze monumentali.
🛏️ Rent Rooms Saint Peter – ideale per visitare il Vaticano
Un affittacamere molto confortevole situato tra Prati e Trionfale, a breve distanza dai Musei Vaticani e da San Pietro. La zona è elegante, tranquilla e ben collegata con la metropolitana, perfetta se vuoi muoverti facilmente in tutta la città.
🛏️ Mama Shelter Roma – perfetto se cerchi un hotel moderno
Un hotel giovane e di design nella zona Vaticano, molto apprezzato per l’atmosfera vivace e gli spazi curati. Oltre alle camere colorate e contemporanee, la struttura offre anche terrazza panoramica, ristorante e piscina coperta, ideale per rilassarsi dopo una giornata tra monumenti e musei.

Cosa vedere a Roma

cosa vedere a Roma

Arriviamo alla domanda che probabilmente ti ha portato fin qui: cosa vedere a Roma? E qui, lo ammetto, cominciano le difficoltà. Perché Roma è una di quelle città nelle quali è praticamente impossibile stilare una lista completa delle cose da vedere. Potrei cominciare dal Colosseo e arrivare fino ai quartieri più periferici, passando per musei, chiese, ville, fontane, palazzi, siti archeologici, mercati e panorami, e avrei comunque la sensazione di aver lasciato fuori qualcosa di importante. Il problema, quindi, non è capire cosa vedere a Roma. È decidere cosa vedere in base al tempo che abbiamo a disposizione e ai nostri interessi.

Se è la tua prima volta, naturalmente ci sono alcuni luoghi che considero praticamente irrinunciabili. Non sono necessariamente tutti quelli che preferisco personalmente. Ma sono quelli che permettono di comprendere almeno una parte di quella straordinaria stratificazione che rende Roma così diversa dalle altre città.

Poi ci sono i luoghi che possono essere scelti in base alle proprie passioni. I grandi musei per chi ama l’arte. Le testimonianze dell’antica Roma per chi è appassionato di storia. Le chiese e i capolavori di Caravaggio per chi ama l’arte barocca. I parchi per chi vuole concedersi qualche ora di tranquillità. I quartieri per chi preferisce osservare la vita quotidiana della città.

E infine c’è una terza categoria, quella che personalmente amo di più. La Roma da scoprire senza un programma preciso. Una passeggiata nel centro storico può trasformarsi in una piccola caccia al tesoro. Una strada che non avevi previsto di percorrere può portarti davanti a un palazzo meraviglioso. Una chiesa può nascondere un’opera che non conoscevi, una piazza può diventare il luogo perfetto per una pausa. Per questo, quando preparo un itinerario a Roma, cerco sempre di lasciare un po’ di spazio all’imprevisto.

Da dove cominciare se è la prima volta a Roma?

Se non sei mai stato a Roma, partirei dai suoi grandi simboli. Il Colosseo e l’area archeologica del Foro Romano permettono di entrare direttamente nella storia della città antica. Il Pantheon racconta invece una Roma diversa, nella quale l’architettura romana è arrivata fino a noi quasi intatta. Fontana di Trevi, Piazza di Spagna e Piazza Navona mostrano alcuni dei luoghi più rappresentativi della Roma barocca. E poi c’è il Vaticano, che meriterebbe praticamente un viaggio a sé: la Basilica di San Pietro, i Musei Vaticani e la Cappella Sistina rappresentano uno dei complessi artistici e monumentali più importanti al mondo.

Ma Roma non è soltanto questo. Una volta superato il primo impatto con i monumenti più famosi, io cercherei di dedicare almeno qualche ora a uno dei suoi quartieri, a un parco o a un museo meno scontato. È qui che la città comincia a diventare qualcosa di più di una semplice successione di attrazioni turistiche.

Roma non si visita tutta nello stesso modo

Una delle cose che consiglio maggiormente è di non cercare di concentrare tutto in un unico itinerario. Roma è enorme dal punto di vista della quantità di cose da vedere. Allo stesso tempo però il suo centro storico è abbastanza compatto da permettere di costruire giornate molto piacevoli unendo più luoghi tra loro. Puoi, per esempio, dedicare una giornata alla Roma antica, una al Vaticano e al centro storico, un’altra ai quartieri e ai musei. Oppure puoi decidere di seguire un tema particolare.

Se ami l’arte, puoi seguire le tracce di Caravaggio o di Raffaello. Invece se ami la storia, puoi concentrarti sulla Roma imperiale. Oppur se preferisci camminare, puoi costruire itinerari che attraversano il centro, Trastevere, il Ghetto e le zone verdi della città. Se invece è la tua seconda o terza visita, puoi tranquillamente lasciare da parte i grandi classici e andare alla ricerca di una Roma meno conosciuta.

È anche per questo che non credo molto nelle classifiche delle “10 cose da vedere assolutamente”. Possono essere utili per chi arriva per la prima volta, ma Roma è una città talmente ricca che il viaggio dovrebbe essere costruito anche intorno a ciò che piace a noi.

Quante cose vedere in un giorno?

Un altro errore che vedo spesso negli itinerari è cercare di riempire ogni giornata. Roma invita a farlo perché le cose da vedere sono tantissime. Ma un programma con sei o sette attrazioni importanti ogni giorno rischia di trasformare la vacanza in una corsa contro il tempo. Meglio, secondo me, scegliere alcune visite principali e costruire intorno a queste il resto della giornata.

Se hai prenotato il Colosseo al mattino, per esempio, puoi dedicare il resto della giornata alla zona archeologica e poi proseguire verso il centro. Se hai programmato i Musei Vaticani, non avrebbe molto senso riempire la stessa giornata con altre visite impegnative dall’altra parte della città. Il tempo che trascorri camminando tra un luogo e l’altro fa parte della visita.

E questa è forse una delle cose che vorrei trasmettere più di tutte attraverso questa guida. Non venire a Roma con l’idea di dover semplicemente spuntare una lista. Vieni con la voglia di guardarti intorno. Perché a Roma, molto spesso, la sorpresa più bella è proprio quella che non avevi programmato.

Se non è la tua prima volta a Roma

Se sei già stato a Roma, non significa che tu abbia esaurito la città. Puoi semplicemente cambiare prospettiva. Dedicare più tempo ai musei, seguire le tracce di Caravaggio o Raffaello, esplorare la Via Appia, visitare le Terme di Caracalla oppure scegliere un quartiere e viverlo senza un programma preciso. È uno dei motivi per cui considero Roma una città alla quale tornare. I grandi classici restano lì, ma ogni volta puoi costruire un viaggio diverso.

I grandi classici di Roma

Il Colosseo

Alla prima visita a Roma ci sono luoghi che considero difficili da lasciare fuori dall’itinerario. Non perché siano necessariamente quelli che mi emozionano di più, ma perché aiutano a capire la città e la sua storia.

Il Colosseo, insieme al Foro Romano e al Palatino, è il grande simbolo della Roma antica. È una visita che richiede tempo e che conviene organizzare insieme all’area archeologica circostante, evitando di trattarla come un monumento isolato.

I Musei Vaticani sono un altro appuntamento fondamentale, soprattutto per chi non è mai stato a Roma. Il percorso conduce fino alla Cappella Sistina e permette di attraversare secoli di storia dell’arte. È una visita da programmare con attenzione: nel blog ho dedicato un articolo specifico a cosa sapere prima di acquistare i biglietti per i Musei Vaticani.

Il Pantheon è invece uno di quei luoghi nei quali vale la pena entrare anche durante una semplice passeggiata nel centro storico. La sua storia, la struttura architettonica e la posizione rendono facile inserirlo insieme a Piazza Navona, Fontana di Trevi e Piazza di Spagna.

La Fontana di Trevi e Piazza di Spagna sono tra i luoghi più fotografati della città e, nonostante la folla, secondo me meritano di essere visti almeno una volta. Il modo migliore per visitarli è inserirli in un percorso a piedi attraverso il centro, senza dedicare loro una giornata separata.

Piazza Navona, con la Fontana dei Quattro Fiumi e gli edifici che la circondano, è uno dei miei punti preferiti per attraversare la Roma barocca. Da qui si può continuare verso il Pantheon, Campo de’ Fiori e le vie del centro.

Infine c’è Castel Sant’Angelo, che permette di aggiungere alla visita una prospettiva diversa sulla storia di Roma, dal mausoleo romano alla fortezza papale. La sua posizione lo rende inoltre naturale da abbinare ai Musei Vaticani.

Questi sono i luoghi che inserirei nel primo viaggio, ma non cercherei necessariamente di visitarli tutti in pochi giorni. Il resto della guida serve proprio a capire come distribuirli e cosa aggiungere quando hai più tempo.

La Roma antica: cosa vedere oltre il Colosseo

Quando si pensa alla Roma antica, la prima immagine che viene in mente è inevitabilmente quella del Colosseo. Eppure, per capire davvero quanto sia stata importante la città nell’antichità, bisogna andare ben oltre l’Anfiteatro Flavio. Roma è costruita sopra la propria storia. In alcuni punti basta camminare per pochi minuti per passare dalla città moderna a quella imperiale, trovandosi davanti a resti che raccontano una storia vecchia di duemila anni. Il Colosseo, il Foro Romano e il Palatino sono naturalmente il punto di partenza. Il Foro era il centro della vita politica, religiosa e commerciale della Roma antica, mentre il Palatino è legato alla tradizione delle origini della città e divenne in seguito una delle zone residenziali più prestigiose dell’impero. Ma ci sono altri luoghi che meritano di essere inseriti nell’itinerario, soprattutto se hai già visitato Roma in passato.

Le Terme di Caracalla

Le Terme di Caracalla sono uno dei luoghi che consiglierei a chi vuole vedere una Roma antica un po’ diversa da quella del Colosseo. Costruite all’inizio del III secolo d.C. durante il regno dell’imperatore Caracalla, erano molto più di semplici terme. Il complesso comprendeva piscine, palestre, biblioteche e numerosi ambienti destinati alla vita sociale, ed era decorato con marmi, mosaici e opere d’arte. Oggi ciò che rimane sono soprattutto le imponenti strutture murarie. E proprio la loro grandezza permette di immaginare quanto dovesse essere spettacolare il complesso originale.

È una visita che personalmente trovo particolarmente suggestiva perché, rispetto ad alcune delle attrazioni più famose del centro, qui si può percepire maggiormente la dimensione degli spazi e della città antica.

Ho dedicato un articolo specifico alle Terme di Caracalla, nel quale racconto più nel dettaglio la loro storia e come organizzare la visita.

Approfondisci: Alla scoperta delle Terme di Caracalla: un tuffo nell’Antica Roma

Via dei Fori Imperiali

Scorcio dei Fori Imperiali di notte

Una delle passeggiate che più amo fare a Roma è quella lungo Via dei Fori Imperiali. È difficile non rimanere colpiti dalla quantità di storia che si concentra ai lati della strada. I Fori di Augusto, di Nerva, di Traiano e della Pace raccontano l’evoluzione della città imperiale e la volontà degli imperatori di lasciare una propria impronta nel cuore politico di Roma.

È anche uno dei luoghi che mi lega maggiormente ai miei ricordi personali della città. Ricordo ancora l’emozione di passeggiare qui di notte, quando il traffico e la folla diminuiscono e i monumenti assumono un’atmosfera completamente diversa.

Se puoi, non limitarti quindi a vedere i Fori durante la visita diurna. Una passeggiata serale lungo questa strada è, secondo me, una delle esperienze più belle da fare a Roma.

Il Circo Massimo

Il Circo Massimo può lasciare un’impressione diversa rispetto al Colosseo. Oggi quello che vediamo è principalmente una grande area aperta, e per apprezzarla bisogna fare uno sforzo di immaginazione. Ma proprio qui si trovava uno dei più grandi edifici per spettacoli del mondo antico, destinato soprattutto alle corse dei carri. La sua posizione, tra il Palatino e l’Aventino, permette inoltre di inserirlo facilmente in una passeggiata più ampia.

L’Appia Antica

Se hai più tempo a disposizione, uscirei dal centro per andare alla scoperta della Via Appia Antica. La Regina Viarum, la “regina delle strade”, era una delle più importanti vie consolari romane e collegava originariamente Roma a Capua, per poi essere prolungata verso il sud della penisola.

Oggi il Parco Archeologico dell’Appia Antica permette di percorrere un tratto di questa straordinaria strada in un ambiente completamente diverso da quello del centro storico. È una delle esperienze che consiglierei soprattutto a chi torna a Roma per la seconda volta, oppure a chi ama camminare e vuole alternare monumenti e musei a una giornata all’aperto.

Ostia Antica

Per chi ha ancora più tempo, c’è poi Ostia Antica. L’antico porto di Roma conserva strade, abitazioni, terme, templi, botteghe e spazi pubblici che permettono di capire molto bene come doveva essere organizzata una città romana. Non la considererei una visita indispensabile durante un primo weekend a Roma, ma può diventare un’ottima scelta per un soggiorno più lungo o per chi è particolarmente interessato alla storia romana.

Ho raccolto in un articolo dedicato tutto quello che ritengo utile sapere per organizzare una visita ad Ostia Antica

Approfondisci: Cosa devi sapere prima di visitare Ostia Antica

La Roma antica che preferisco

Roma offre quindi moltissime possibilità per entrare in contatto con la sua storia antica. Se è la tua prima visita, darei naturalmente la priorità al Colosseo, al Foro Romano e al Palatino. Se invece sei già stato a Roma, inizierei ad allargare lo sguardo: Terme di Caracalla, Via Appia Antica, Circo Massimo e, con più tempo, Ostia Antica.

È anche questo che rende Roma così particolare: non devi necessariamente andare alla ricerca di qualcosa di nascosto per scoprire una Roma diversa. A volte basta semplicemente spostarsi di qualche chilometro dal percorso più battuto.

Roma per gli amanti dell’arte

Roma è una città nella quale l’arte non è confinata all’interno dei musei. La si incontra nelle chiese, nelle piazze, nei palazzi e nelle fontane. Perfino lungo le strade che percorriamo ogni giorno. È una delle caratteristiche che amo maggiormente della città. Per vedere alcuni dei suoi capolavori non è necessariamente necessario acquistare un biglietto. Naturalmente ci sono musei che richiedono diverse ore e che meritano di essere inseriti con attenzione nell’itinerario. Ma anche una semplice passeggiata nel centro storico può trasformarsi in un percorso attraverso secoli di storia dell’arte.

I Musei Vaticani

I Musei Vaticani rappresentano per moltissimi visitatori uno dei momenti più importanti del viaggio a Roma. Le collezioni sono talmente vaste che una sola visita non permette certamente di vedere tutto con la dovuta attenzione. Il percorso conduce attraverso opere e ambienti appartenenti a epoche diverse e culmina, per molti visitatori, nella Cappella Sistina. È una visita che consiglio di organizzare con particolare attenzione, soprattutto se il viaggio coincide con un periodo di grande affluenza.

Nel mio articolo dedicato ai Musei Vaticani ho raccolto proprio le informazioni che ritengo più utili prima di acquistare i biglietti.

Approfondisci: Cosa devi sapere prima di comprare i biglietti per i Musei Vaticani

Galleria Borghese

Se dovessi scegliere un museo di Roma per un appassionato d’arte, la Galleria Borghese sarebbe sicuramente tra quelli che consiglierei. La collezione comprende opere di artisti come Bernini, Caravaggio, Raffaello, Tiziano e Canova, all’interno di un contesto architettonico che rende la visita ancora più particolare.

Qui, però, è particolarmente importante organizzarsi in anticipo perché gli ingressi sono contingentati e la visita è legata a fasce orarie. È uno di quei musei che non cercherei di inserire frettolosamente tra altre visite. Meglio dedicarvi il tempo necessario e approfittare poi della vicinanza di Villa Borghese per proseguire la giornata all’aperto.

I musei di Roma

Ma Roma non è soltanto Musei Vaticani e Galleria Borghese. La città offre una quantità enorme di musei, alcuni dei quali vengono completamente ignorati dai visitatori che si concentrano esclusivamente sulle attrazioni più famose.

Se hai già visto i grandi classici, oppure se l’arte è una delle ragioni principali del tuo viaggio, vale quindi la pena esplorare anche altre collezioni. Ho raccolto in un articolo dedicato 6 musei di Roma che secondo me meritano almeno una visita, proprio per chi vuole andare oltre i due musei più conosciuti.

Approfondisci: Oltre i Musei Vaticani e Galleria Borghese: 6 musei di Roma da visitare almeno una volta

Roma sulle tracce di Caravaggio

Una delle cose che trovo più affascinanti dell’arte a Roma è la possibilità di costruire itinerari tematici. Uno dei miei preferiti è quello sulle tracce di Caravaggio. Michelangelo Merisi arrivò a Roma alla fine del Cinquecento e nella città lasciò alcune delle sue opere più importanti. Molte si trovano ancora nei luoghi per i quali furono commissionate, soprattutto all’interno di chiese accessibili gratuitamente.

Questo significa che è possibile creare un vero e proprio itinerario nella Roma di Caravaggio, passando da una chiesa all’altra e incontrando opere straordinarie senza necessariamente trascorrere la giornata in un museo.

Approfondisci: Sulle tracce di Caravaggio a Roma

Roma sulle tracce di Raffaello

Un altro percorso affascinante è quello dedicato a Raffaello. Il grande artista urbinate trascorse a Roma gli ultimi anni della sua vita, lavorando per alcuni dei committenti più importanti dell’epoca e lasciando opere fondamentali per la storia dell’arte. Anche in questo caso seguire le sue tracce permette di guardare Roma con occhi diversi, collegando luoghi, edifici e opere che altrimenti rischieremmo di considerare separatamente.

Approfondisci: Sulle tracce di Raffaello a Roma

L’arte fuori dai musei

Ed è proprio qui che, secondo me, Roma diventa davvero speciale. Puoi entrare in una chiesa semplicemente perché ne hai visto la facciata mentre camminavi e ritrovarti davanti a un’opera straordinaria. Oppure puoi attraversare una piazza e scoprire una fontana progettata da uno dei grandi maestri del Barocco. Puoi seguire le tracce di un artista costruendo un itinerario completamente diverso da quello dei grandi monumenti. Per questo, anche se non sei un appassionato di arte, a Roma vale la pena tenere gli occhi aperti. Non tutto ciò che merita di essere visto si trova dietro un biglietto d’ingresso.

I quartieri di Roma: non fermarti ai monumenti

Una delle cose che ho imparato tornando più volte a Roma è che, per conoscere davvero la città, prima o poi bisogna smettere di seguirne soltanto i monumenti. Roma non è soltanto il Colosseo, il Pantheon, Fontana di Trevi o Piazza San Pietro. È anche fatta di quartieri, strade, mercati, negozi, trattorie, piazze dove la gente si ferma a chiacchierare e angoli nei quali non c’è necessariamente qualcosa di famoso da fotografare. Anzi, spesso sono proprio questi i luoghi che rimangono più impressi.

Quando si visita Roma per la prima volta è normale concentrarsi sulle attrazioni più conosciute. Lo farei anch’io e, come ho già detto, non credo affatto che si debbano evitare i grandi classici solo perché sono affollati. Ma se hai già visto il Colosseo e i Musei Vaticani, oppure se hai qualche giorno in più a disposizione, allora il mio consiglio è di cominciare a guardare Roma in modo diverso.

Trastevere

Trastevere è probabilmente uno dei quartieri che più facilmente entrano nell’immaginario di chi visita Roma per la prima volta. Le strade lastricate, le facciate dei palazzi, le piccole piazze e le numerose trattorie lo rendono una delle zone più piacevoli da esplorare a piedi, soprattutto nel tardo pomeriggio e la sera. È anche una zona molto frequentata dai turisti. Quindi non aspettarti necessariamente di trovare una Roma completamente autentica e lontana dai percorsi turistici. Ma questo non significa che non valga la pena andarci. Il modo migliore, secondo me, è arrivarci senza un itinerario troppo rigido, passeggiare tra le strade e lasciare che sia il quartiere a suggerire dove fermarsi.

Monti

Monti ha un’atmosfera completamente diversa. La sua posizione, a pochi passi dal Colosseo e dai Fori Imperiali, lo rende molto comodo anche per chi visita Roma per la prima volta. Ma il quartiere ha una sua identità ben precisa. È una zona nella quale mi piace soprattutto l’idea di poter alternare una visita monumentale a una passeggiata senza una meta precisa, fermandosi davanti alle piccole botteghe, ai locali e alle piazze del quartiere. È anche una delle zone che prenderei seriamente in considerazione per soggiornare a Roma, proprio perché permette di unire posizione centrale e atmosfera di quartiere.

Il Ghetto ebraico

C’è poi una parte di Roma che, secondo me, merita di essere visitata con uno sguardo diverso: il Ghetto ebraico. Qui la passeggiata diventa anche un’occasione per conoscere una pagina importante della storia della città. Non è quindi soltanto una zona da attraversare per raggiungere un ristorante o per fare qualche fotografia. È un luogo nel quale storia, architettura e memoria si intrecciano continuamente. Io ho dedicato una passeggiata specifica a questa parte della città, perché credo che sia uno di quei luoghi che permettono di capire quanto Roma sia stratificata e quanto sia difficile raccontarla soltanto attraverso i suoi monumenti più famosi.

Approfondisci: Per non dimenticare: una passeggiata nel Ghetto ebraico di Roma

Prati

Prati è un quartiere che considero interessante soprattutto per chi cerca una zona elegante e ordinata dove soggiornare. Ha un’atmosfera molto diversa da quella del centro storico più monumentale. Infatti permette di vivere una Roma più quotidiana, fatta di negozi, ristoranti e strade dove la vita del quartiere continua anche quando i turisti si spostano verso altre zone. La vicinanza al Vaticano è naturalmente un vantaggio importante, ma non lo sceglierei soltanto per quello. Prati può essere una buona base anche per chi vuole avere una parte della città meno caotica a portata di mano.

E poi c’è la Roma da scoprire

Questi sono soltanto alcuni dei quartieri che inserirei in un primo approccio alla città, ma Roma non finisce certamente qui. Il punto, però, è un altro: non avere paura di uscire dall’itinerario. Una delle cose che amo di Roma è proprio la possibilità di passare, nel giro di pochi minuti, da una delle attrazioni più visitate al mondo a una strada nella quale non c’è apparentemente nulla di particolare. E spesso è proprio lì che viene voglia di fermarsi.

Per questo, quando prepari un viaggio a Roma, cerca sempre di lasciare almeno qualche ora libera. Non la considerare tempo perso: è il tempo necessario per vedere quella parte della città che non avevi programmato. Ed è probabilmente anche il modo migliore per trasformare una visita a Roma in un’esperienza personale, invece che in una semplice successione di monumenti.

La Roma verde: parchi, ville e passeggiate

Quando si pensa a Roma, è facile immaginare soprattutto monumenti, chiese, musei e siti archeologici. Eppure Roma è anche una città sorprendentemente verde. Tra ville storiche, grandi parchi, giardini e aree archeologiche immerse nella vegetazione, ci sono moltissimi luoghi nei quali allontanarsi per qualche ora dal caos del centro. Per me questa è una parte importante dell’esperienza romana, soprattutto perché dopo una giornata trascorsa tra musei e monumenti può essere piacevole rallentare il ritmo e semplicemente camminare. E qui, lo ammetto, torna ancora una volta la mia passione per le passeggiate.

Villa Borghese

Villa Borghese è probabilmente il parco più famoso di Roma e anche uno dei più facili da inserire in un itinerario turistico. La sua posizione è particolarmente comoda perché si trova a ridosso del centro storico e può essere raggiunta facilmente dopo una visita a Piazza di Spagna o alla zona del Pincio. Ma Villa Borghese non è soltanto un luogo dove fare una passeggiata. All’interno del parco si trovano infatti diversi musei e luoghi di interesse, a partire dalla Galleria Borghese, che considero una delle visite artistiche più importanti da inserire in un viaggio a Roma. Il parco permette quindi di combinare perfettamente cultura e passeggiata, senza dover necessariamente organizzare due attività completamente separate.

Il Pincio e il panorama su Roma

Una delle mie immagini personali di Roma è legata proprio al Pincio. È qui che ho vissuto uno di quei momenti che nel tempo rimangono legati a una città: il concerto all’alba di Vinicio Capossela sulla terrazza del Pincio. Ma anche senza vivere un’esperienza così particolare, il Pincio merita una visita. Affacciarsi sulla città da questo punto permette di avere una prospettiva completamente diversa rispetto a quella che si ha camminando tra i monumenti. Piazza del Popolo appare dall’alto e, oltre i tetti di Roma, lo sguardo si apre verso una città che sembra quasi non finire. È uno dei luoghi che inserirei senza esitazione in una passeggiata romana, soprattutto al tramonto.

Approfondisci: Roma dall’alto: dove ammirare la Capitale dai suoi punti panoramici

Il Parco degli Acquedotti

Se vuoi invece allontanarti dalle zone più centrali, il Parco degli Acquedotti offre una Roma completamente diversa. Qui la protagonista non è una singola attrazione, ma il paesaggio. Gli antichi acquedotti attraversano uno spazio verde nel quale è possibile camminare avendo davanti agli occhi una delle immagini più particolari della città: le grandi strutture dell’antichità che emergono dal paesaggio romano. È uno di quei luoghi che aiutano a capire quanto Roma sia particolare anche dal punto di vista urbanistico e paesaggistico. La storia non è confinata nei musei o dietro le recinzioni dei siti archeologici: in molti punti della città è semplicemente lì, davanti agli occhi.

I parchi di Roma

Questi sono soltanto alcuni esempi, perché Roma offre molte altre possibilità per chi ama passeggiare nel verde. Io considero i parchi una parte importante dell’itinerario soprattutto quando si hanno più giorni a disposizione. Non li inserirei necessariamente in una prima visita di due giorni, quando probabilmente ci sono altre priorità, ma dal quarto o quinto giorno in poi possono diventare un modo perfetto per cambiare ritmo.

Ho raccolto in un articolo dedicato alcune delle mie passeggiate nei parchi di Roma, proprio perché credo che questa sia una delle facce della città che spesso viene trascurata da chi arriva per la prima volta.

Approfondisci: Passeggiando per i parchi di Roma

Roma, infatti, non è soltanto una città da visitare È una città da attraversare. E se si ha la pazienza di farlo a piedi, alternando monumenti e musei a parchi, quartieri e passeggiate, secondo me diventa molto più facile innamorarsene.

Itinerari per visitare Roma

itinerari per decidere cosa vedere a Roma

Quanti giorni servono per visitare Roma? Dipende soprattutto da quanto vuoi approfondire la città. Per una prima visita, tre giorni possono essere una buona base; quattro o cinque permettono di respirare di più e una settimana consente di alternare monumenti, musei, quartieri e momenti senza programma.

Roma in un giorno

Un solo giorno a Roma è decisamente poco, ma se è tutto il tempo che hai a disposizione cercherei di non inseguire troppi monumenti. Meglio scegliere una zona della città e concentrarsi su quella, cercando di combinare alcuni dei grandi classici con una passeggiata.

Per esempio, si può dedicare la giornata alla Roma antica, iniziando dal Colosseo e proseguendo verso il Foro Romano e il Palatino, per poi raggiungere a piedi il centro storico. Oppure si può scegliere il cuore della Roma barocca, passando dal Pantheon a Piazza Navona, Fontana di Trevi e Piazza di Spagna. In entrambi i casi rinuncerei volutamente a qualcosa.

Sembra strano dirlo quando si ha soltanto una giornata, ma secondo me è molto meglio vedere meno e goderselo che passare l’intera giornata a guardare l’orologio per riuscire a rispettare un programma impossibile.

Roma in tre giorni: organizzare le giornate per zone

Tre giorni permettono di costruire un primo itinerario equilibrato tra Roma antica, centro storico e Vaticano. Il consiglio è di dedicare ciascuna giornata a un’area diversa, evitando continui spostamenti da una parte all’altra della città.

Nel mio articolo Si può visitare Roma in 3 giorni? trovi un itinerario più dettagliato, con indicazioni su come distribuire le visite.

Roma in quattro o cinque giorni

Con quattro o cinque giorni puoi aggiungere ciò che spesso resta fuori dal primo viaggio: un museo, un quartiere da esplorare con calma, le Terme di Caracalla, la Via Appia o uno dei parchi della città. È anche il momento giusto per inserire un itinerario dedicato a Caravaggio o Raffaello.

Roma in una settimana

Una settimana cambia completamente il rapporto con Roma. Non devi più scegliere continuamente cosa lasciare fuori e puoi permetterti di alternare giornate molto dense ad altre più leggere. Puoi visitare un mercato, fermarti in un quartiere, dedicare una mattina a un museo e lasciare qualche ora completamente libera.

Come organizzerei la prima volta a Roma

Se dovessi riassumere il mio modo di organizzare una prima visita a Roma, non partirei quindi dall’elenco delle attrazioni, ma dalla cartina della città. La zona del Colosseo e dei Fori merita una giornata dedicata alla Roma antica. La zona del Vaticano e Castel Sant’Angelo funziona molto bene come secondo percorso, soprattutto se vuoi visitare i Musei Vaticani. Il centro storico, con Pantheon, Piazza Navona, Campo de’ Fiori, Fontana di Trevi e Piazza di Spagna, può essere percorso quasi interamente a piedi e merita di essere vissuto senza un programma troppo rigido. La zona di Villa Borghese, Pincio e Piazza del Popolo è perfetta per una giornata più rilassata, soprattutto con il bel tempo. La Roma meridionale, dalle Terme di Caracalla verso l’Appia Antica, è invece una scelta interessante quando hai qualche giorno in più e vuoi uscire dai percorsi della prima visita.

E poi ci sono i quartieri, da Trastevere a Monti, dal Ghetto ebraico a Prati, che possono essere inseriti nelle giornate in base a quello che vuoi vedere, ma che meritano anche di essere vissuti senza la necessità di avere una lista di monumenti da spuntare.

Cosa mangiare a Roma

Cosa mangiare a Roma

Roma non è una città nella quale il cibo può essere considerato semplicemente una pausa tra una visita e l’altra. Mangiare a Roma fa parte del viaggio tanto quanto visitare un museo o entrare in una chiesa. E anche in questo caso credo che sia importante non fermarsi soltanto ai piatti più conosciuti, ma cercare di capire qualcosa della storia e della cultura che li hanno portati fino alle tavole di oggi. La cucina romana, almeno per come la vivo io, è una cucina senza troppi fronzoli. È fatta di ingredienti semplici, sapori decisi e ricette che nascono dalla tradizione popolare. E proprio per questo, quando giro per Roma, non cerco necessariamente il ristorante più elegante. Preferisco una buona trattoria, una tavola senza troppi artifici e soprattutto piatti preparati come devono essere preparati.

La pasta romana

Se è la prima volta che vieni a Roma, prima o poi dovrai affrontare una delle questioni più importanti del viaggio: carbonara, amatriciana, cacio e pepe o gricia? La risposta, naturalmente, è: tutte. La carbonara è probabilmente il piatto più conosciuto fuori dal Lazio, ma la cucina romana non si esaurisce certo qui. La gricia, considerata da molti una sorta di antenata della carbonara, mette insieme guanciale, pecorino e pepe senza l’utilizzo dell’uovo. La cacio e pepe punta invece tutto sulla combinazione apparentemente semplicissima di pecorino romano e pepe. Poi c’è l’amatriciana, che ha un legame particolare con Amatrice, ma che è diventata ormai uno dei grandi simboli della cucina romana. Sono piatti apparentemente semplici, ma proprio per questo è difficile nascondere gli errori. La qualità degli ingredienti e la capacità di trattarli bene fanno una differenza enorme.

Non fermarti alla pasta

Uno degli errori che si rischiano quando si parla di cucina romana è pensare immediatamente soltanto ai primi piatti. Roma ha invece una tradizione gastronomica molto più ampia. Ci sono i carciofi, preparati alla romana oppure alla giudia, che rappresentano anche una parte importante della tradizione culinaria legata al Ghetto ebraico. Ci sono i supplì, perfetti per uno spuntino veloce, la pizza romana e quella al taglio, la coda alla vaccinara, l’abbacchio e molte altre preparazioni legate alla cucina popolare della città. E poi ci sono quei piatti che magari non hanno la stessa fama internazionale della carbonara, ma che raccontano molto bene la storia gastronomica di Roma.

Il quinto quarto e la cucina popolare

Per comprendere davvero la cucina romana bisogna anche fare un passo indietro e ricordare che molte delle sue ricette sono nate dalla cucina popolare. Il quinto quarto, cioè quella parte degli animali che tradizionalmente non rientrava nei tagli considerati più pregiati, ha avuto un ruolo importante nella cucina romana. È una cucina nata anche dalla necessità di non sprecare nulla e di trasformare ingredienti poveri in piatti saporiti.

Da questa tradizione arrivano preparazioni come la trippa alla romana e la coda alla vaccinara, che oggi possono sembrare piatti particolari a chi non è abituato a questo tipo di cucina, ma che raccontano una parte importante della storia sociale della città. Per questo, se sei curioso di conoscere una Roma diversa dai monumenti, secondo me vale la pena anche sedersi a tavola e provare qualche piatto della tradizione.

Dove mangiare a Roma

Anche sulla scelta dei ristoranti non credo esista una regola universale. In una città turistica come Roma bisogna naturalmente fare un po’ di attenzione ai locali che puntano esclusivamente sulla posizione e sul passaggio dei visitatori. Non significa che un ristorante nel centro storico sia necessariamente turistico o di scarsa qualità. Significa semplicemente che, prima di scegliere, guarderei un po’ più lontano dalla strada più affollata o cercherei informazioni e recensioni affidabili.

Io, quando possibile, preferisco ancora le trattorie e i ristoranti nei quali il cibo rimane il vero motivo per cui ci si siede a tavola. Anche in questo caso, però, non farei l’errore di pensare che per mangiare bene sia necessario allontanarsi sempre dal centro. Roma ha ottimi indirizzi praticamente ovunque e, soprattutto se hai pochi giorni, non sacrificherei troppo tempo negli spostamenti soltanto per raggiungere un ristorante.

Mangiare nel Ghetto ebraico

Il Ghetto ebraico merita una considerazione particolare anche dal punto di vista gastronomico. La cucina giudaico-romanesca è una parte importante della tradizione della città e rappresenta un altro esempio di come a Roma storia, cultura e gastronomia siano continuamente intrecciate. È proprio uno dei motivi per cui considero interessante inserire il Ghetto in un itinerario anche quando non si è particolarmente appassionati di storia. Puoi visitare il quartiere, conoscere la sua storia e fermarti a tavola per assaggiare alcune delle sue specialità. È un modo diverso di scoprire Roma, ma secondo me è anche uno dei più piacevoli.

Il mio consiglio: mangia come un romano

Quando viaggio cerco sempre di assaggiare la cucina locale e a Roma questo è particolarmente facile. Non serve necessariamente organizzare ogni pasto in anticipo. Anzi, soprattutto se hai diversi giorni a disposizione, lascerei qualche spazio libero. Una pizza al taglio durante una giornata di visite, un piatto di pasta in una trattoria, un supplì mangiato mentre continui a camminare, un aperitivo prima di cena: anche queste piccole esperienze fanno parte del viaggio. E se vuoi approfondire l’argomento, ho raccolto in un articolo dedicato i piatti che secondo me non dovresti perdere durante un viaggio nella capitale.

Approfondisci: Dal guanciale al carciofo: cosa mangiare a Roma

Perché Roma si può conoscere attraverso i suoi monumenti, i suoi musei e le sue piazze. Ma si può conoscere anche attraverso quello che arriva in tavola. E, a volte, è proprio davanti a un piatto di pasta fumante che si capisce meglio quanto la cucina sia parte della storia di una città.

Roma gratis: cosa vedere senza spendere

cosa vedere a Roma gratis

Roma è una città nella quale si può spendere moltissimo per musei, monumenti, visite guidate e attrazioni, ma è anche una delle città europee che offre più possibilità per essere scoperta praticamente senza spendere nulla. E non sto parlando soltanto di passeggiare per le sue strade. A Roma ci sono piazze monumentali, fontane, chiese, panorami, parchi e interi quartieri che possono essere visitati gratuitamente e che, in alcuni casi, rappresentano proprio alcune delle esperienze che preferisco. Questo è un aspetto che considero particolarmente interessante per chi viaggia con un budget limitato, ma anche per chi ha già visitato Roma e vuole scoprire una città diversa dai grandi musei e dai siti archeologici più conosciuti.

Un itinerario gratuito a Roma

Un itinerario che mi piace particolarmente può iniziare da Piazza del Popolo. Da qui puoi salire al Pincio, attraversare una parte di Villa Borghese e scendere verso Piazza di Spagna. È un tratto che permette di alternare piazze, panorami e verde senza bisogno di acquistare alcun biglietto.

Da Piazza di Spagna puoi continuare verso Fontana di Trevi, poi raggiungere il Pantheon e Piazza Navona. Da qui puoi proseguire verso Campo de’ Fiori e attraversare il Tevere per arrivare al Ghetto ebraico.

Nel Ghetto vale la pena fermarsi e camminare senza fretta: è una zona nella quale la storia della città si legge nelle strade e negli edifici, e che merita una visita anche al di là del semplice itinerario turistico.

Approfondisci: nel mio articolo dedicato al Ghetto ebraico di Roma racconto più nel dettaglio questa parte della città.

Se hai ancora tempo, puoi proseguire verso Piazza Venezia e il Vittoriano, oppure semplicemente fermarti. È proprio questo il vantaggio di un itinerario gratuito: non devi rispettare orari di ingresso e puoi cambiare programma in qualsiasi momento.

Naturalmente Roma offre molte altre possibilità gratuite: le sue piazze, numerose chiese, i panorami del Pincio e del Gianicolo e diversi parchi possono essere inseriti facilmente in una giornata. Per chi ama camminare, la città diventa così un grande museo a cielo aperto.

Roma gratis, quindi, non significa Roma di serie B. Anzi, può essere un ottimo modo per conoscere la città attraverso le sue strade, le sue piazze e i suoi quartieri, alternando eventualmente queste esperienze alle visite a pagamento che richiedono invece una prenotazione.

Cosa prenotare in anticipo a Roma

Roma è una città nella quale improvvisare funziona benissimo per molte cose, ma non per tutte. Alcune delle attrazioni più visitate hanno accessi contingentati o fasce orarie precise. Arrivare senza prenotazione può significare perdere molto tempo o, nei periodi più affollati, non riuscire a entrare.

Per una prima visita controllerei con particolare attenzione Colosseo e area archeologica, Musei Vaticani e Galleria Borghese. Sono le visite che tendono a condizionare maggiormente l’organizzazione delle giornate.

Il consiglio è di prenotare prima di tutto ciò che per te è irrinunciabile. E solo in seguito costruire intorno a queste visite il resto dell’itinerario. Se, ad esempio, hai un ingresso al Colosseo al mattino, ha senso dedicare quella giornata alla Roma antica e al centro storico vicino, invece di attraversare la città più volte.

La prenotazione deve essere al servizio dell’itinerario, non il contrario.

Per i dettagli e per capire cosa controllare prima di acquistare i biglietti, ho scritto due guide specifiche dedicate ai Musei Vaticani e al Colosseo, che consiglio di leggere prima di organizzare il viaggio.

Gli errori da evitare quando visiti Roma

Il primo errore è pensare di poter vedere tutto in pochi giorni. Roma è troppo grande e troppo ricca di cose da fare per essere affrontata come una lista di monumenti da spuntare.

Un altro errore è sottovalutare le distanze. Molte attrazioni sono vicine tra loro, ma non tutte: organizzare le visite per zone permette di risparmiare tempo e soprattutto di vivere meglio la città.

Non sceglierei poi l’alloggio soltanto in base al prezzo. A Roma una posizione centrale può cambiare completamente il viaggio, soprattutto se ami camminare e vuoi poter uscire la sera senza dover dipendere continuamente dai mezzi.

Infine, non trasformerei ogni ora della giornata in un appuntamento. Roma dà il meglio anche quando si lascia spazio a una deviazione, a una piazza incontrata per caso o a una pausa davanti a un caffè.

Roma: una città da vedere, ma soprattutto da vivere

Dopo tanti anni e tanti viaggi, faccio ancora fatica a pensare a Roma come a una città che si possa semplicemente “visitare”. Ho visto Roma in momenti completamente differenti: affollata e silenziosa, estiva e invernale, attraversata di corsa e vissuta senza un programma. Dopo dodici anni vissuti in Andalusia, quando ho deciso di tornare in Italia, ho scelto proprio Roma. E credo che questa scelta dica molto di quello che penso della città. Roma può essere faticosa, caotica, rumorosa e a volte persino difficile da capire. Ma allo stesso tempo riesce continuamente a sorprenderti. Puoi conoscerla per anni e trovare ancora una strada nella quale non eri mai passato, una chiesa nella quale non eri mai entrato, un museo che avevi sempre rimandato o semplicemente un punto dal quale guardarla con occhi diversi.

Per questo, se stai organizzando il tuo primo viaggio, il mio consiglio è di prepararti bene, prenotare quello che non vuoi rischiare di perdere e organizzare le giornate per zone. Ma lascia anche qualche spazio vuoto. Lascia tempo per camminare. Per fermarti, per cambiare strada, per sederti davanti a una piazza senza avere necessariamente qualcosa da fotografare.

Perché Roma è una città che si può visitare seguendo un itinerario, ma secondo me si impara davvero a conoscerla quando, a un certo punto, si smette di seguirlo. E forse è proprio questo il motivo per cui, dopo tutti questi anni, continuo a passeggiarci e continuo a trovare qualcosa che non avevo ancora visto.

Domande frequenti su Roma

Quanti giorni servono per visitare Roma?

Per una prima visita consiglierei almeno tre giorni. In questo tempo è possibile vedere i principali monumenti e costruire un itinerario equilibrato tra Roma antica, Vaticano e centro storico. Con quattro o cinque giorni, però, si può rallentare il ritmo e inserire musei, quartieri, parchi e zone meno turistiche. Se hai soltanto un weekend, Roma vale comunque il viaggio, ma dovrai necessariamente fare delle scelte.

Qual è il periodo migliore per visitare Roma?

Roma si può visitare in qualsiasi stagione, ma personalmente preferisco marzo e novembre. Sono mesi generalmente più tranquilli rispetto ai periodi di maggiore affluenza e permettono ancora di trascorrere molto tempo all’aperto. Maggio e settembre hanno un clima particolarmente piacevole, ma sono anche mesi molto richiesti.

È meglio visitare Roma a piedi o con i mezzi pubblici?

Per il centro storico sceglierei senza dubbio di camminare. Molte delle principali attrazioni possono essere collegate a piedi e questo permette anche di scoprire strade, piazze e angoli che altrimenti rischieresti di perdere. Per le zone più lontane dal centro, invece, metro, autobus, taxi, biciclette e altri mezzi possono diventare molto utili.

Dove conviene dormire a Roma?

Personalmente sceglierei il centro storico o una zona molto vicina al centro, soprattutto per un primo viaggio. La possibilità di uscire dall’hotel e raggiungere molte attrazioni a piedi permette di risparmiare tempo e, soprattutto, di vivere Roma anche la sera.

È necessario prenotare le attrazioni di Roma?

Per alcune delle principali attrazioni è decisamente consigliabile organizzarsi in anticipo. Colosseo, Musei Vaticani e Galleria Borghese sono esempi evidenti. Il consiglio è di prenotare prima di partire ciò che consideri irrinunciabile e costruire poi il resto dell’itinerario intorno agli orari delle visite.

Si può visitare Roma senza spendere molto?

Sì. Roma offre moltissime possibilità gratuite: piazze, fontane, chiese, parchi, panorami e passeggiate nel centro storico. Non rinuncerei però alle attrazioni che desideri davvero visitare soltanto per risparmiare. Piuttosto, alternerei le visite a pagamento con momenti gratuiti.

Si può visitare Roma in macchina?

Si può arrivare a Roma in macchina, ma se la capitale è la destinazione del viaggio personalmente lo eviterei. Tra traffico, ZTL e difficoltà di parcheggio, l’automobile rischia di diventare più un problema che un vantaggio. Se invece Roma è una tappa di un viaggio on the road, la situazione cambia: in quel caso sceglierei semplicemente una sistemazione con parcheggio e lascerei l’auto ferma durante la visita.

Quali sono le attrazioni da non perdere a Roma?

Alla prima visita darei la priorità ai grandi classici: Colosseo e Foro Romano, Musei Vaticani, Pantheon, Piazza Navona, Fontana di Trevi e Piazza di Spagna. Ma non cercherei di visitarli tutti nello stesso giorno. Organizzare l’itinerario per zone permette di vivere molto meglio la città.

Cosa mangiare a Roma?

La cucina romana non è soltanto carbonara. Tra i piatti da provare ci sono cacio e pepe, gricia, amatriciana, carbonara, carciofi alla romana e alla giudia, supplì e diverse specialità della tradizione popolare romana. Se vuoi approfondire l’argomento, ho raccolto i miei consigli nell’articolo dedicato alla cucina romana.

Approfondisci: Dal guanciale al carciofo: cosa mangiare a Roma

Cosa portare a Roma

Se stai organizzando un viaggio a Roma, ci sono alcune cose che ti consiglio di preparare prima di partire. Alcune ti aiuteranno a conoscere meglio la città, altre invece sono molto utili per risparmiare tempo ed evitare lunghe code una volta arrivato.

📚 La guida Lonely Planet di Roma
Una guida completa e aggiornata per orientarti tra quartieri, monumenti e ristoranti. Io la uso sempre per pianificare le giornate e trovare spunti per scoprire nuovi angoli della città.

📖 Roma Insolita e Segreta – Edizioni Jonglez
Perfetta se vuoi andare oltre i classici itinerari turistici. Questo libro raccoglie curiosità, luoghi nascosti e storie poco conosciute che rendono la visita a Roma ancora più interessante.

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Se è la tua prima volta a Roma, questo è uno dei biglietti più utili da prenotare in anticipo. Ti permette di evitare code molto lunghe e visitare uno dei complessi archeologici più importanti al mondo.
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🎟️ Ingresso ai Musei Vaticani e Cappella Sistina
Uno dei musei più visitati al mondo. Prenotare il biglietto online ti permette di evitare file interminabili e scegliere l’orario più comodo per la visita.
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🚌 Il bus turistico Hop-on Hop-off
Un modo molto comodo per avere una panoramica della città e spostarsi tra le principali attrazioni. Puoi salire e scendere liberamente alle fermate lungo il percorso e vedere Roma da un punto di vista diverso.

🎟️ Roma Pass City Card
Una carta turistica che include trasporti pubblici e ingressi scontati in diversi musei e siti archeologici. Può essere una buona soluzione se hai in programma di visitare molte attrazioni.

🚶 Tour guidato gratuito del centro storico
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I miei articoli su Roma

Questa guida nasce anche per raccogliere in un unico posto tutti gli articoli che negli anni ho dedicato a Roma. Se stai organizzando un viaggio nella capitale, puoi partire da questa guida generale e poi approfondire gli argomenti che ti interessano maggiormente.

Organizzare il viaggio
Si può visitare Roma in 3 giorni?
Se hai pochi giorni a disposizione, questo è l’articolo dal quale partire per costruire un primo itinerario nella capitale.
Devi partire dall’aeroporto di Roma Fiumicino? Ecco i miei consigli
Tutto quello che ho raccolto negli anni per organizzare al meglio il trasferimento tra Fiumicino e Roma.

Roma antica
Cosa devi sapere prima di comprare i biglietti per il Colosseo
Una guida specifica per organizzare la visita a uno dei monumenti simbolo della capitale.
Alla scoperta delle Terme di Caracalla: un tuffo nell’Antica Roma
Per andare oltre il Colosseo e conoscere una parte meno scontata della Roma imperiale.

Vaticano e grandi musei
Cosa devi sapere prima di comprare i biglietti per i Musei Vaticani
Tutto quello che è utile sapere prima di organizzare una delle visite più richieste di Roma.
Oltre i Musei Vaticani e Galleria Borghese: 6 musei di Roma da visitare almeno una volta
Per chi ha già visto i grandi classici o vuole semplicemente scoprire il lato artistico meno conosciuto della città.

Roma e l’arte
Sulle tracce di Caravaggio a Roma
Un itinerario alla scoperta delle opere di Caravaggio ancora conservate in città.
Sulle tracce di Raffaello a Roma
Per seguire invece le tracce di Raffaello e conoscere un’altra straordinaria pagina della storia dell’arte romana.

Quartieri, passeggiate e panorami
Per non dimenticare: una passeggiata nel Ghetto ebraico di Roma
Un percorso dedicato alla storia e alla memoria del Ghetto ebraico.
Passeggiando per i parchi di Roma
Per scoprire la Roma verde e concedersi una pausa dai monumenti e dai musei.
Roma dall’alto: dove ammirare la Capitale dai suoi punti panoramici
Una raccolta dei miei punti panoramici preferiti per guardare Roma da una prospettiva diversa.

Mangiare a Roma
Dal guanciale al carciofo: cosa mangiare a Roma
La mia guida alla cucina romana, tra primi piatti, specialità della tradizione e prodotti che vale la pena assaggiare durante un viaggio.

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2 commenti

  1. Ciao Raffaella mi è piaciuto molto il tuo articolo, mi è sembrato di ripercorrere le innumerevoli volte che ho visitato Roma, la prima a soli 7 anni coi miei genitori (era maggio) e l’ultima ormai ben 25 anni fa (a gennaio). Anche io ricordo con particolare piacere le ore serali passate a passeggiare per le vie ormai silenziose. I luoghi che mi impressionarono di più da bambina sono state le catacombe di San Sebastiano e la Cappella Sistina. Roma è bella in tutte le stagioni ed anche a qualsiasi età 😃 un saluto! P.S sto per tornare in Andalusia anche qua per la N-esima volta 😂

    1. Ciao Claudia, grazie per aver letto il mio articolo e aver lasciato un commento. Beh, se sono passati 25 anni dall’ultioma volta, allora vuol dire che è ora di tornare. Così ci conosciamo di persona davanti a un caffè! Salutami l’Andalusia.

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