Ponte tibetano in Cadore

Se sei alla ricerca di un’esperienza nuova da vivere nella natura delle Dolomiti Bellunesi, il ponte tibetano in Cadore, situato a Perarolo di Cadore, è una meta perfetta. Questo angolo poco conosciuto del Veneto (ingiustamente, aggiungerei!) offre non solo la possibilità di attraversare uno dei ponti sospesi più affascinanti della zona, ma anche di immergersi in una natura rigogliosa e di scoprire itinerari escursionistici adatti a tutti, tra boschi, cascate e panorami mozzafiato.

Cos’è il ponte tibetano di Perarolo di Cadore

Ponte tibetano in Cadore

Il ponte tibetano di Perarolo di Cadore è una struttura pedonale sospesa nel vuoto, lunga circa 100 metri, che collega le due sponde del Rio Molinà in località Valsalega. Costruito con cavi d’acciaio e assi di legno, questo ponte regala l’emozione di “camminare nel vuoto”, a un’altezza di circa 30 metri dal torrente sottostante. Anche se l’effetto è spettacolare e (un po’) da brividi, il ponte è sicuro e ben mantenuto, percorribile senza attrezzatura tecnica, ma con un buon spirito di avventura.

A renderlo speciale non è solo la struttura in sé, ma il contesto naturale in cui si trova: un bosco silenzioso e fresco, il suono dell’acqua che scorre sotto i piedi e il profumo della resina nell’aria. È un’esperienza sensoriale a tutto tondo, ideale per chi ama le passeggiate insolite e la montagna autentica e poco frequentata.

Dove si trova e come arrivare

Perarolo di Cadore è un piccolo borgo di montagna in provincia di Belluno, situato tra Pieve di Cadore e Longarone, lungo la SS51 di Alemagna. Arrivare qui è piuttosto semplice sia in auto che con i mezzi pubblici (c’è anche una piccola stazione ferroviaria servita da treni regionali). Dal centro del paese, si può raggiungere il ponte tibetano con una breve escursione a piedi, seguendo i sentieri ben segnalati.

L’accesso al ponte è gratuito, ma è sempre consigliabile informarsi presso l’ufficio turistico locale per verificare le condizioni di apertura, soprattutto nei mesi invernali o dopo piogge intense.

GLI INDISPENSABILI 
Per vivere una vacanza ad Auronzo di Cadore, ci sono alcune cose di cui non posso fare a meno:
– la Cartina Tabacco 17 che riporta tutti i sentieri delle escursioni in Val di Fassa
– il libro
Escursioni in Cadore

– il mio zaino Deuter Groden da 30 litri
– le mie scarpe da trekking Tx4 La Sportiva

L’escursione al ponte tibetano

Il percorso classico per raggiungere il ponte parte dal centro di Perarolo e segue il sentiero naturalistico del Bosco dell’Impero. È un itinerario ad anello, lungo circa 4 chilometri, con un dislivello di circa 200 metri, adatto anche a famiglie con bambini. Lungo il cammino si attraversano boschi di abeti e faggi, si incontrano piccoli ruscelli e si godono scorci panoramici sulla valle.

Una volta raggiunto il ponte, l’emozione è garantita. Attraversarlo richiede un po’ di sangue freddo, soprattutto se non si è abituati alle altezze, ma la vista dall’altra parte ripaga ogni sforzo. Il rientro può avvenire lungo lo stesso sentiero oppure seguendo una deviazione che passa per il belvedere sul Monte Zucco, un punto panoramico spettacolare che domina tutta la valle del Piave.

Un ponte adatto anche ai bambini (e a chi soffre di vertigini)

Il ponte tibetano in Cadore è un’esperienza perfetta anche per le famiglie con bambini, grazie alla sua struttura sicura e ben mantenuta. La passerella sospesa è infatti abbastanza stabile da permettere anche ai più piccoli di abituarsi gradualmente all’altezza, in un ambiente che risulta essere sia affascinante che sicuro. È un’opportunità unica per insegnare ai bambini a superare il timore delle altezze, immergendosi nel panorama mozzafiato che circonda la valle e il fiume. Io ho percorso il ponte con mio figlio di tre anni ed è stata un’avventura emozionante che lui ricorda ancora con immenso orgoglio.

Anche chi, come me, soffre di vertigini, può affrontare questo ponte senza troppe difficoltà. Personalmente, ho dovuto fare alcune soste durante il percorso per prendere fiato e affrontare le paure legate all’altezza, ma la bellezza del panorama e la serenità dell’ambiente circostante hanno contribuito a farmi superare il timore. Se soffri di vertigini, ti consiglio di prenderti il tuo tempo: fermati, respira profondamente e goditi i magnifici panorami che il ponte ti offre. La tranquillità della zona ti aiuterà a superare questo piccolo ostacolo mentale, rendendo la tua esperienza ancora più gratificante. 

Escursioni nei dintorni del ponte tibetano in Cadore

Oltre al ponte stesso, la zona di Perarolo offre molte possibilità per chi ama il trekking e la natura. Ecco alcune delle escursioni più belle nei dintorni:

1. Bosco dell’Impero

Il Bosco dell’Impero è un’area forestale storica che risale al periodo austro-ungarico, quando Perarolo era un importante centro di commercio del legname. Qui si possono seguire diversi itinerari escursionistici, con pannelli esplicativi che raccontano la storia e le caratteristiche del bosco. Un’escursione perfetta per gli amanti della botanica e per chi cerca un’esperienza più culturale a contatto con la natura.

2. Anello delle Cascate

Un altro percorso molto suggestivo è l’Anello delle Cascate del Rio Molinà, che parte sempre da Perarolo e attraversa alcune delle cascate più scenografiche della zona. Il percorso è un po’ più impegnativo, con tratti in salita e scalette, ma regala scorci davvero unici, soprattutto dopo le piogge o in primavera, quando il flusso d’acqua è più intenso.

3. Sentiero del Comelico

Per gli escursionisti più esperti, c’è il Sentiero del Comelico, un itinerario di più giorni che collega le valli del Cadore e del Comelico attraverso alcuni dei paesaggi montani più spettacolari delle Dolomiti. Perarolo può essere un buon punto di partenza o di arrivo per una tappa intermedia di questo lungo cammino.

DOVE DORMIRE IN CADORE
Se hai intenzione di esplorare la zona del ponte tibetano in Cadore e i dintorni, ti consiglio di scegliere una base comoda per pernottare tra i paesi principali del comprensorio: Pieve di Cadore, Auronzo di Cadore e Vigo di Cadore.
A Pieve di Cadore, il centro culturale e storico del Cadore, puoi scegliere Le Stue, situato nel cuore del paese con camere moderne e curate nei dettagli, oppure il B&B Il Tabià, ideale per chi cerca ospitalità familiare e relax.
Se preferisci una località di montagna più vicina alle Tre Cime di Lavaredo, Auronzo di Cadore è perfetta. Qui puoi optare per l’Hotel Panoramic, con vista sul lago di Santa Caterina oppure per l’Albergo Garni Barancio, a conduzione familiare, con un’atmosfera autentica.
Infine, per chi vuole soggiornare a Vigo di Cadore consiglio l’Hotel Da Marco e aMa Dolomiti.

Cosa vedere a Perarolo di Cadore

Vale la pena fermarsi anche nel borgo di Perarolo, un tempo importante snodo del trasporto fluviale del legname. Il paese conserva ancora l’atmosfera di un tempo, con le sue case in pietra e legno, i vicoli silenziosi e i ponti storici sul fiume Boite. Da non perdere:

  • La Casa Museo dell’Orologio: racconta la storia del commercio del legname e della vita quotidiana in montagna.
  • La chiesa di San Nicolò, con il suo campanile caratteristico.
  • Il ponte vecchio sul Boite, che offre una bella vista sulla confluenza tra Boite e Piave.

Quando visitare il ponte tibetano in Cadore

Il periodo migliore per visitare il ponte tibetano in Cadore va da maggio a ottobre, quando il sentiero è agibile e la vegetazione circostante è nel pieno del suo splendore. In estate, è un’ottima meta per sfuggire al caldo della pianura, mentre in autunno i boschi si tingono di colori caldi e creano un’atmosfera davvero magica.

I miei consigli pratici per vivere al meglio l’escursione

  • Scarpe comode: meglio se da trekking, per affrontare in sicurezza il sentiero e l’attraversamento del ponte.
  • Acqua e snack: lungo il percorso non ci sono fonti o punti ristoro.
  • Fotocamera o smartphone carico: il ponte e i panorami meritano più di qualche scatto.
  • Evitare giorni piovosi: il ponte può diventare scivoloso e meno piacevole da attraversare.

Un’esperienza da non perdere nel cuore delle Dolomiti

Il ponte tibetano in Cadore è molto più di un’attrazione turistica: è un modo per entrare in contatto con la natura, per sfidare un po’ se stessi e per scoprire una zona ancora autentica delle Dolomiti. Perarolo e i suoi sentieri rappresentano un’alternativa perfetta per chi cerca pace, verde e una punta di avventura. Un piccolo grande gioiello nascosto, tutto da esplorare.

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Il giro delle Tre Cime di Lavaredo
Il ponte tibetano del Cadore: avventura a Perarolo
Escursione invernale al Monte Pana con le racchette da neve

2 commenti

  1. Mi spiace, leggendo di Perarolo, che non si nomini mai Caralte. Era un piccolo borgo dove sono rimasta ad insegnare nel 1960 presso la vecchia scuola elementare.
    So che ci sono ancora alcuni di quelli che allora erano bambini… Li ho tutti nel cuore perché da loro ho imparato ad amare i paesi di montagna. Li la vita era dura ma anche serena, a contatto con una natura incontaminata e persone semplici e generose. Oggi ho 86 anni e vorrei che quel borgo fosse rimasto come l’ho vissuto io e lo vivo ancora nel ricordo.

    1. Grazie Luisa per la tua testimonianza. Confesso di non conoscere Caralte, per questo non l’ho nominato nel mio articolo. Però le tue parole mi hanno incuriosita e se dovessi ricapitare in zona non mancherò di fermarmi a Caralte.

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