Vita da nomade

Cambiare una o due case all’ anno. Passare dalla montagna al mare, dalla città ad un castello sulla collina. Chi lo dice che i nomadi digitali di oggi hanno rivoluzionato il modo di vivere o lavorare? Senza essere troppo digitale, io la mia vita da nomade l’ho iniziata 25 anni fa e non credo di essermi ancora fermata.

Mi manca una casa tutta mia? Certamente, ma l’idea di ricominciare ogni volta in un luogo nuovo è più stimolante di quella di mettere radici.

16 case in 25 anni

Vita da nomade

La prima città lontana da Udine (mia città natale) in cui ho vissuto è stata Rimini, dove ho prima frequentato l’università e poi lavorato. Solo lì ho cambiato 6 case in poco più di 6 anni. Poi ho iniziato il mio girovagare da hotel a hotel come receptionist: lì non avevo più case da cambiare, ma alloggi del personale da trasformare in base alle mie esigenze. Poi è arrivata Venezia, poi di nuovo Rimini ed infine la Spagna. Ora, dopo dodici anni di vita all’estero, eccomi a Roma con alle spalle innumerevoli traslochi e un discreto bagaglio di trucchi per sentirmi sempre a casa.

Perché la questione è questa: traslocare è una gran seccatura. Per chi decide di vivere una vita da nomade, poi, diventa importante ridurre al minimo gli oggetti da portarsi dietro. Quindi, in ogni nuova casa, la questione che si ripete è questa: investire nella decorazione e nell’arredo oppure accontentarsi di quello che c’è? Io ho scelto una via di mezzo portando con me degli oggetti diventati ormai indispensabili e facendo dei piccoli investimenti per personalizzare la nuova casa.

Trovare il proprio modo di “sentirsi a casa”

Come sentirsi a casa

Ognuno di noi ha un determinato concetto di casa. Non intendo solo la casa fisica composta dalle fatidiche quattro mura, ma mi riferisco soprattutto a quella sensazione di benessere che si prova quando ci si sente perfettamente a proprio agio in un luogo.

Per qualcuno la casa viene definita dall’ambiente circostante, per cui diventa fondamentale vivere in pieno centro, oppure vicino a dei negozi o ancora vicino ad un parco. Perchè la casa è strettamente connessa alle nostre abitudini e a queste dobbiamo pensare quando ci troviamo a scegliere un luogo dove stare, anche se per poco tempo.

Per altri, invece, è molto più importante il concetto di casa in sé. C’è chi cerca la casa arredata in modo perfetto, completamente ristrutturata in cui entrare e non fare nulla. C’è chi si accontenta di vivere in case già arredate e vissute da altri e poi c’è chi sceglie una casa non perfetta e si impegna a risistemarla.

La vita da nomade non è una passeggiata per cui vivere in un luogo in cui ci si possa sentire a proprio agio diventa davvero più importante che mai. Ecco perché, di fronte all’ennesimo trasloco, dovresti fermarti a chiederti: “Cosa voglio davvero in una casa?” e da lì iniziare la tua ricerca.

Dai quadri ai soprammobili, come sopravvivere ad una vita da nomade

Nuove cornici per la mia vita da nomade
Nuove cornici per la mia vita da nomade

Vuoi sapere ora come dev’essere per me la mia casa? Credo che sia abbastanza facile risponderti: per me la casa, quella con la C maiuscola, la fanno gli oggetti. Sarà perché spesso non ho potuto scegliere il luogo in cui vivere perché l’alloggio mi veniva fornito assieme al lavoro, sarà che con gli anni ho diminuito drasticamente la quantità di cose che passavano con me da un’abitazione all’altra.

Oggi la casa per me è fatta da pochi semplici oggetti. Vuoi sapere quali? Le mie tazze con l’inseparabile bollitore dell’acqua. La mia coperta leggera come una nuvola che, nella stagione fredda, mi accompagna dal divano al letto. Le mini casse usb per amplificare la mia musica preferita. Alcuni, indispensabili, attrezzi da cucina che mi aiutano a preparare i miei piatti preferiti. La macchina del caffè per preparare un ottimo cappuccino a casa in ogni angolo del mondo.

Sentirsi a casa anche con una vita da nomade
Sentirsi a casa anche con una vita da nomade

E se l’appartamento dove vivo non mi piace proprio per nulla? Facile. Cerco di personalizzarlo con qualche stratagemma. Posso dare una mano di pittura, posso eliminare tutti i soprammobili esistenti (ho un concetto di arredo piuttosto minimalista!) oppure posso comprare qualcosa.

Negli anni, ho scoperto che gli oggetti più facili da trasportare in un trasloco ma che allo stesso tempo riescono a darmi una maggiore sensazione di casa sono i quadri: quadri con riproduzioni dei miei pittori preferiti, quadri con mie foto personali o quadri con stampe. Ecco perché quando ho bisogno di personalizzare un angolo di casa mi diverto a fare dello sano shopping su Gallerix. Si tratta di un sito che ho scoperto recentemente e che mi ha sorpreso per l’eccellente rapporto qualità-prezzo dei prodotti venduti. Qui puoi trovare un’ampia scelta di poster e cornici. Io per decorare la mia guesthouse romana, ad esempio, mi sono fissata con la linea Eucalyptus. Ti piace?

PER APPROFONDIRE
Nel mio blog amo alternare articoli che parlano di luoghi da visitare con altri che offrono degli spunti di riflessione sul nostro modo di viaggiare.
Tra questi articoli raccolti sotto l’etichetta di “filosofia da viaggio” quelli più letti sono stati:

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Perché viaggiare? Riflessioni domenicali di una travel blogger
Viaggi e cucina: come il cibo di altre culture è entrato nella mia quotidianità
Una travel blogger amante del cibo contro gourmet, tataki e finta artigianalità
Perché non potrò mai diventare una travel blogger per professione
Cosa significa sposare una travel blogger. Lettera aperta ad un marito.
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Di assicurazioni e guide di viaggi: storia di una nomade digitale mancata.
Viaggio o vacanza? L’eterno dilemma tra turista e viaggiatore
Ode alla bassa stagione
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Programmi di viaggio, pianti e pannolini: il mio insolito anno sabbatico

Quali mete devi assolutamente visitare se sei un nomade digitale?

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