Vivere in Andalusia

Ho sentito spesso dire che il valore delle cose lo si capisce solo quando si perdono. Nonostante questa frase non rispecchi il mio pensiero, posso affermare che qualcosa di vero c’è. Soprattutto se, invece che parlare di cose, parliamo di luoghi. A distanza di un anno e mezzo dal mio rientro in Italia, inizio a dare dei valori diversi al concetto di vivere in Andalusia. Se prima non davo molta importanza a certi aspetti della mia vita andalusa, oggi ci sono alcune abitudini di cui sento fortemente la mancanza. Certo, a onore del vero, ce ne sono anche molte altre che non rimpiango per nulla. In fondo non esiste il luogo perfetto dove vivere (altrimenti ci trasferiremmo in massa tutti là!), ma ci sono luoghi più o meno adatti alla nostra persona e al momento della vita che stiamo attraversando.

Il mio rapporto con l’Andalusia (e con la Spagna in generale)

Playa Burriana a Nerja
Playa Burriana a Nerja

Prima di affrontare la carrellata delle cose che più mi mancano del vivere in Andalusia, mi sento in dovere di fare una premessa. Nonostante io abbia trascorso 12 anni tra Malaga e Nerja, non ho mai idealizzato né la Spagna né l’Andalusia. Molti degli expat che ho incontrato in questi anni mi hanno detto di essere pronti a cambiare la propria cittadinanza italiana in quella spagnola qualora fosse possibile. Oppure mi hanno parlato della Spagna come di un luogo perfetto e dell’Italia come l’inferno in terra. Ecco, io dico, cerchiamo di mantenere una certa obiettività. 

Nel 2009 la Spagna mi ha accolta in un momento particolare della mia vita e nel 2011 mi ha permesso di realizzare il mio progetto lavorativo di poter gestire una struttura turistica (cosa che in Italia non mi era stato possibile fare per tutta una serie di ragioni). Per questo, avrò sempre un pensiero speciale ed affezionato verso questo Paese. Qui ho trascorso 12 anni davvero belli ed intensi in cui ho vissuto tantissime prime volte e proprio qui è nata l’idea di scrivere questo mio blog che riassume perfettamente tutte le forze centrifughe a cui è stata sottoposta la mia vita (e ancora lo sarà).  Ma l’anno scorso ho sentito la necessità di ravvivare la mia italianità e di tornare a vivere in Italia (almeno per un po’!). Non solo, ma tra la perplessità di molti (e a volte anche mia) sono riuscita anche ad aprire una guesthouse nel centro di Roma. A Nerja, mi rimane la mia casa (anche se trasformata in un airbnb) e ci posso tornare per fare il pieno di tutte le cose che non ho potuto provare in questo ultimo anno e mezzo. Vediamo quali sono.

Cosa mi manca del vivere in Andalusia

Travel blogger per professione o per passione?
La vista dalla mia terrazza andalusa

Pensando alla mia vita andalusa sono giunta alla conclusione che gli elementi di cui sento più la mancanza si distribuiscono equamente tra cose tangibili e altri elementi meno concreti. Vediamoli nel dettaglio.

Il clima, il mare e la vita all’aperto

Il clima andaluso, soprattutto quello di Nerja, è imbattibile. Questo è un fatto assodato. Avendo vissuto gli ultimi 12 anni in un appartamento senza sistema di riscaldamento (perché là non esiste proprio) e avendo totalmente eliminato i capi invernali dal mio guardaroba, capirai che tornare ad un clima più continentale implichi qualche difficoltà…e considera che sono finita a vivere a Roma!

Questo clima perfetto porta la gente a vivere tantissimo all’aperto. Un esempio? In Andalusia in inverno, le terrazze dei bar e dei ristoranti sono funzionanti ed è normalissimo pranzare e prendere l’aperitivo fuori godendo del sole e del cielo terso. Ecco perché gli andalusi non hanno mai fretta e non dicono mai di no ad una birra ed una tapa! Proprio questa rilassatezza, questa voglia di godersi il momento, questo stile di vita mi mancano un po’.

Mi mancano quanto mi manca il mare. Quella distesa di acqua mutevole e affascinante che mi ha sempre fatto compagnia dalle finestre e dalla terrazza di casa e che mi ha cullata la notte con il suo rumore.

Il menu del dia e le birre spagnole

Tornando ad aspetti più concreti, parliamo un po’ di cibo. Non ho mai nascosto di non nutrire una vera e propria passione per la cucina spagnola. Se mi segui da un po’, forse ricorderai il mio articolo dedicato alle tapas spagnole o a come uccidere la pizza. Eppure ci sono delle cose che mi mancano.

La prima è il menù del dia, ovvero la proposta per il pranzo che quasi tutti i ristoranti spagnoli autentici offrono. Un antipasto, un piatto principale e un dolce ad un prezzo davvero conveniente considerata la qualità del cibo. Insomma niente a che vedere con l’italianissimo menù turistico.

Dal mangiare al bere il passo è breve e allora ecco che è ora di tirar fuori la mia passione per le birre spagnole. Le birre spagnole in bottiglia che compri al supermercato sono buone, anzi buonissime e costano un terzo rispetto alla comuni birre italiane. Capisci perché mi mancano?

Ascoltare e parlare lo spagnolo

Quando ho deciso di andare a vivere in Andalusia la mia conoscenza della lingua spagnola si limitava a hola, gracias e hasta luego. Poi con determinazione e solo dopo tante figuracce ho iniziato a biascicare un po’ di più fino a diventare con gli anni sempre più sciolta. Aprire un’attività, andare dal dottore e frequentare i residenti sono tutte attività che hanno contribuito al miglioramento del mio spagnolo. Vuoi sapere quando ho capito di padroneggiare bene la lingua? Quando in ospedale durante il parto, tra una doglia e l’altra, riuscivo a comunicare in spagnolo con dottori e infermiere! Ma c’è un problema: avendolo io imparato sul posto, io non parlo lo spagnolo, ma l’andaluso. Non immagini quante volte mi sia capitato di incontrare spagnoli di Madrid o del nord della Spagna che hanno subito riconosciuto il mio accendo del sud.

La sensazione di non essere né carne né pesce

Questo è l’eterno dilemma degli expat: non essere abbastanza italiano per gli coloro che vivono in Italia e non essere abbastanza spagnolo per gli spagnoli. Allo stesso modo, però, questo continuo fluire da una nazionalità all’altra non è poi così negativa in quanto ti permette una certa flessibilità. Quando si parlava di organizzare una cena tutti gli amici spagnoli mi chiamavano, ma quando ero io a dover fare qualcosa di troppo spagnolo per i miei gusti trovavo sempre il modo di nascondermi dietro la mia “estraneità” e chiedere aiuto agli autoctoni. Insomma un continuo palleggiare tra nazionalità. Comodo vero?

Cosa non mi manca del vivere in Andalusia

cosa non mi manca del vivere in andalusia

Siccome non è tutto oro quel che luccica, vediamo ora cosa non mi manca del vivere in Andalusia. Anche qui ci sono sia cose materiali che comportamenti e abitudini.

Il caffè, las pipas e il jamon iberico

Dopo 12 anni trascorsi in Spagna, non puoi immaginare la mia felicità da quando sono a Roma e posso finalmente tornare all’accoppiata caffè e cornetto al bar. Perché, diciamocelo, gli spagnoli fanno bene tante cose, ma non il caffè. E nemmeno la pasticceria. Finalmente è finita per me l’epoca del caffè con leche servito a temperature ustionanti e del cornetto croccante passato nel fornetto prima di essere servito.

E le pipas, lo sai cosa sono? Sono i semi di girasole che gli spagnoli comprano in sacchetto ancora interi e che si divertono poi a mangiare come dei roditori impazziti sbucciandoli e facendo cadere in terra le bucce. Se pensi poi che il luogo preferito per praticare questa attività è la sala cinematografica, capirai il mio risentimento nel confronto di questi piccoli semi.

Infine, veniamo al prosciutto iberico la cui fama è nota in tutto il mondo. Ma sai qual è il problema? Che il vero jamon iberico è carissimo e buonissimo, mentre quello che la maggior parte dei supermercati, dei bar e dei ristoranti spacciano per iberico è un proscitto secco, salato e spesso quasi un dito.

I baci

Gli spagnoli baciano più degli italiani. Molto di più. Baciano sia quando si incontrano con degli amici che quando vengono presentati a qualcuno per la prima volta. Ecco, immaginati la mia faccia quando alla firma del contratto di affitto della mia casa il proprietario di casa è arrivato in agenzia e mi ha baciata. Cose da farmi rimpiangere una calorosa stretta di mano.

Ma il vero problema con i baci è che gli spagnoli quando ti baciano lo fanno prima sulla guancia sinistra e poi sulla guancia destra. Noi invece facciamo il contrario. Ecco, capirai come ogni volta in cui baciavo qualcuno finivo con lo scontrarmi.

Il reggaetton e la televisione spagnola

Se ci sono due cose di cui proprio non sento la mancanza queste sono il reggaetton e la televisione spagnola. Il primo solitamente risuona dagli stereo delle macchine di giorno e di notte ad un volume altissimo. Premetto che il reggae non mi dispiace, ma se farcito di discutibile rap in lingua spagnola anche no. Lo stesso vale per la televisione che è popolata da tutta una serie di discutibilissimi programmi. Se dico che è davvero peggio di quella italiana, pensa proprio come siamo messi!

Stai pensando di trasferirti in Spagna? Leggi il mio articolo dedicato a chi vuole tentare la fortuna in Spagna o a come uccidono la pizza in Spagna. Potrebbe esserti anche utile leggere la mia prima esperienza di vita a Malaga e il mio viaggio in auto dall’Italia a Malaga.

Se invece stai organizzando un viaggio in Spagna puoi leggere tutte le mie esperienze di viaggio in Andalusia o i miei consigli per visitare Madrid.

11 commenti

  1. Mi è piaciuto moltissimo il tuo articolo per la sincerità e l’ironia con cui affronti un argomento che può diventare difficile come il cambio di nazione. Amo la spagna a condivido la tua avversione per il caffé (davvero terribile). Quanto ai baci… i francesi baciano molto più di noi e io sinceramente a queste smancerie non mi abituo proprio anche se frequento molto la Francia

    1. Mi consola il fatto di non essere l’unica “allergica” ai baci. Grazie per la testimonianza!

  2. Ho letto con molta curiosità questo tuo articolo dato che ho una cara amica spagnola, andalusa, che adesso vive in Italia e quindi ho conosciuto la sua esperienza al contrario. Capisco perfettamente sia ciò che ti manca che ciò che non ti manca e concordo con te sul fatto di non idealizzare mai un luogo. E comunque le briosches e i caffé che facciamo in Italia in tutto il mondo… Se le sognano!

    1. Proprio così: diamo a Cesare quel che è di Cesare! 😉 Ciao Eliana, grazie per la visita!

  3. Devi sapere che le pipas si mangiavano tanto anche da noi, credo anche adesso ma meno, soprattutto la domenica. Tutti ad aprire con i denti i semi di girasole e a lasciare la scia delle bucce. Che ricordi Raffaella 😂

    1. Mi stai dicendo che non posso abbassare la guardia nei confronti delle pipas nemmeno in Italia?!?

  4. Sono stata più volte in Andalusia , terra che adoro, quindi sono andata subito a leggere le cose negative perché ero davvero curiosa. Certo che trovare una tv peggio di quella italiana vuol dire tanto . Penso tu stia parlando della quantità di trasmissioni spazzatura. Verrebbe da dire che siamo circondati.

    1. Si, certo mi riferivo alla trasmissioni spazzatura, ma anche per esempio ai film stranieri doppiati in modo indecente o ai telegiornali con la pubblicità…

  5. Non sono mai stata in Andalusia e grazie a questo tuo articolo mi hai fatto sognare ad occhi aperti! Immagino comunque che non è facile lasciare un posto, nel bene e “nel male” ti ha dato tantissimo e lo si percepisce in ogni tua singola parola scritta.

  6. Ciao Raffaella, mi è piaciuto il tuo articolo: preciso, coinciso e diretto su quello che può interessare ad un potenziale nuovo futuro turista/residente.
    Proprio per questo volevo chiederti qualche consiglio su un’eventuale trasferimento in Andalusia con mia moglie da pensionati.
    Ho fatto un giro tra le varie città : Malaga, Marbella, Alicante, Torreveja, Almera fino alla tua amata Nerja.
    Alla fine proprio questa ultima ha catturato la nostra curiosità, sia dal punto di vista ambientale (qualità del mare), che qualità della vita come clima e poco “casino” turistico.
    Posso chiederti un consiglio da esperta colta ed equilibrata che sei.
    Grazie.
    A presto.

    1. Buonasera Gianluca, innanzitutto grazie per l’interesse dimostrato nei confronti del mio articolo. Ho cercato di esprimere in modo scherzoso le differenze che io ho riscontrato tra Italia e Spagna. O almeno la Spagna che io ho vissuto negli ultimi 12 anni. Venendo al tuo quesito, io certamente non posso darti una risposta universale perché la scelta di dove andare a vivere è molto soggettiva. Dipende da quello che cerchi. Certamente Nerja è molto bella sia per la sua posizione geografica che per il suo centro storico. Non direi, però, che sia poco incasinata dal punto di vista turistico. Negli anni, mi sono ritrovata sempre più spesso a desiderare l’arrivo dell’inverno per poter respirare un po’. La pressione dei turisti, soprattutto in un luogo abbastanza piccolo, è molto forte e ogni anno si fa più pesante. Un bene per chi lavora nel turismo, meno per chi a Nerja ci vuole vivere in pace. Stesso discorso vale anche per il costo della vita: ormai è diventato impossibile trovare una casa in affitto con contratto residenziale. Tutti gli appartamenti sono stati convertiti in alloggi turistici. Allo stesso modo, l’invasione dei nord europei in questi ultimi anni ha portato i prezzi delle case in vendita a livelli davvero molto alti. Questi sono solo degli esempi di quello che non funziona e che si nasconde dietro ad una facciata di spiagge e vita all’aperto. Spero di esserti stata d’aiuto, altrimenti sono pronta a rispondere ad altri tuoi dubbi.

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