Il giro delle malghe e dei rifugi partendo dal Col Raiser

Dal Seceda al Rifugio Firenze, in giro per malghe partendo dal Col Raiser

Nell’immaginario collettivo il Col Raiser rappresenta il luogo perfetto per una passeggiata in montagna. Immense distese di prati verdi, suggestive baite di montagna, facili sentieri e scorci panoramici su alcune delle più belle cime delle Dolomiti sono sicuramente gli elementi che hanno contribuito alla celebrità di questo angolo di paradiso proprio sopra Santa Cristina Valgardena. Se poi si aggiunge la presenza di un impianto di risalita che in pochi minuti permette di raggiungere i 2000 metri di quota, allora il Col Raiser, oltre che bellissimo, diventa anche molto accessibile.

Il Col Raiser: punto di partenza di tantissime escursioni in Val Gardena

Vista d'insieme del Col Raiser dalla salita al Seceda

Vista d’insieme del Col Raiser dalla salita al Seceda

Prima di descriverti questo paradisiaco angolo di Dolomiti e l’escursione che permette di scoprirlo in tutta la sua bellezza, voglio fare una precisazione. Con il termine Col Raiser in realtà ci si riferisce sia alla cabinovia che sale da Santa Cristina Valgardena che allo spazio prativo attorno alla stazione a monte dell’impianto di risalita. In realtà l’escursione che ti sto per raccontare inizia dal Col Raiser, ma attraversa prima l’Alpe Seceda e poi l’Alpe di Cisles.

Il Col Raiser non è quindi che una piccola parte di questo bellissimo alpeggio che a pieno titolo rappresenta una delle porte di entrata nello splendido Parco Naturale Puez-Odle. A mio avviso, in questa escursione, è possibile ammirare il panorama più ampio e rappresentativo della Val Gardena. Da quassù, il gruppo delle Odle e del Puez sembrano proprio a portata di mano, mentre il Sassolungo (con l’immancabile compagno Sasso Piatto) assieme all’Alpe di Siusi e al gruppo del Sella non fanno altro che impreziosire una vista già magnifica.

Ho sempre pensato che in questo angolo di montagna altoatesina vi sia una delle più alte concentrazioni di malghe e rifugi per chilometro quadrato. Questo fatto, assieme alla presenza di numerosi impianti di risalita, fanno del Col Raiser e degli alpeggi circostanti una zona frequentatissima sia d’estate che d’inverno. Per fortuna, però, un’ampia rete di sentieri e le innumerevoli possibilità di ristoro fanno si che le persone, anche se numerose, si distribuiscano abbastanza bene.

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il giro delle malghe e dei rifugi partendo dal Col RAiser: il percorso, i tempi di percorrenza, il dislivello

 Il giro delle malghe e dei rifugi che ti propongo è un giro circolare. Il percorso parte dalla stazione a monte del Col Raiser e raggiunge la cima del Seceda attraversando i prati dell’omonima alpe. Passa poi per le inconfondibili rocce di malga Pierlongia e, attraverso l’alpe di Cisles, raggiunge il rifugio Firenze per arrivare nuovamente presso la cabinovia che riporta a valle.

Nel suo complesso, questo anello misura circa 8 chilometri di lunghezza ed un dislivello di circa 500 metri. Si percorre in poco più di 4 ore, senza contare le pause. Di seguito ti racconto brevemente le tappe di questo facile e panoramico itinerario.

Dal Col RAiser al Rifugio Fermeda

Il giro delle malghe e dei rifugi attraverso l’alpe Seceda e l‘alpe di Cisles inizia dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser a quota 2107 metri. Da qui, il sentiero contrassegnato con il segnavia 4A conduce in una ventina di minuti al Rifugio Fermeda.

Dal Rifugio Fermeda al Rifugio Seceda

Il giro delle malghe e dei rifugi partendo dal Col Raiser

Una sosta tra il Rifugio Fermeda e il Rifugio Seceda

Dopo una sosta facoltativa in questo rifugio (attenzione: le sedie a sdraio sul panoramico prato sono un invito a non proseguire oltre!) ci si rimette di nuovo in cammino. Per arrivare in cima al Seceda, si devono passare la Baita Daniel, la Malga Mastlè e la Baita Sofie. Essendoci molti sentieri (e quindi il rischio reale di fare confusione tra i numeri dei segnavia), mi risulta più facile parlare del percorso tra il rifugio Fermeda e la cima del Seceda indicando i nomi delle baite/malghe che si trovano sul cammino.

In circa un’ora e mezza si arriva alla cima del Seceda, partendo dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser. Non pensare, però, di poterti godere questa cima in tutta tranquillità. Pochi metri più in basso c’è l’arrivo della funivia che sale da Ortisei, quindi le persone che arrivano lassù, anche senza dover faticare, sono tantissime!

La bellezza della vista però è in grado di compensare anche il rischio di sovraffollamento. Dalla croce di vetta posta a 2519 metri di altezza è possibile godere di una vista a 360 gradi dei principali gruppi montuosi della Val Gardena e della Val di Funes.

Lo stesso monte Seceda ha un aspetto davvero peculiare che lo rende una delle montagne più fotografate della Val Gardena. Il contrasto tra il suo versante ripido e roccioso e quello ricoperto da prati fioriti lo rende un luogo speciale.

Dal Rifugio Seceda a Malga Pieralongia

La vista dal Seceda

La vista dal Seceda

Scattate le foto d’obbligo e goduto del panorama il tempo necessario per riprendere fiato, è ora di riprendere il cammino verso il Rifugio Firenze. Ma prima di arrivare alla nostra meta, si troveranno sul percorso altre emblematiche malghe.

Scesi dalla vetta, si segue il sentiero con segnavia n.6 che ci porta alla Forcella Pana e passa vicino alle celebri creste del Seceda, regalando altri scorci panoramici sulla Val di Funes. Da qui, si seguono le indicazioni per la Malga Pieralongia e si entra nell’Alpe di Cisles. Questa malga è un luogo davvero autentico, così antico e perfetto da sembrare quasi finto. Dall’architettura del piccolo edificio all’ambiente roccioso che lo circonda, tutto qui è un’ode all’alta montagna. Anche le due guglie dolomitiche che si ergono nei pressi della malga, sembrano voler contribuire all’originalità del luogo.

Se, come me, sei amante degli animali, tieni presente che in questo tratto del percorso c’è la possibilità di avvistare le marmotte. Questi animali, infatti, trovano nel terreno roccioso e ricco di cavità il loro habitat ideale.

Da Malga Pieralongia al Rifugio Firenze

Verso il Rifugio Firenze

Verso il Rifugio Firenze

Dalla malga Pieralongia si prosegue per il sentiero contrassegnato con il segnavia 2B fino a raggiungere un bivio che indica chiaramente la via per il rifugio Firenze.

Questo tratto di sentiero, a mio avviso, è molto bello perché si sviluppa in un susseguirsi di saliscendi in grado di immergerti completamente nel panorama alpino ai piedi del Sass Rigais. In circa quarantacinque minuti, sdalla malga Pieralongia si raggiungono i 2040 metri di quota a cui sorge il Rifugio Firenze.

Dal Rifugio Firenze al Col RAiser

Il Rifugio Firenze

Il Rifugio Firenze

Per concludere questo giro ad anello tra le malghe e i rifugi della Val Gardena, non ti resta che percorrere il comodo sentiero che, in mezzora circa, porta alla stazione a monte della cabinovia del Col Raiser.

Camminare sul Col RAiser con un bimbo piccolo

Un sentiero del Col Raiser

Un sentiero del Col Raiser

Se mi segui già da un po’, saprai che io vado solitamente in montagna con il mio bimbo. Quando percorro i sentieri, ho quindi sempre un occhio attento verso la fattibilità dell’itinerario con bambini. Per questo, mi sento di affermare che gli alpeggi attorno al Col Raiser sono il luogo perfetto per passare una bella giornata in montagna con i bambini di qualsiasi età.

Se vuoi percorrere il giro ad anello che ho appena descritto con un bambino, tieni presente che i sentieri sono sempre ben tracciati e non presentano particolari difficoltà tecniche (a parte il dislivello che si affronta sempre con salite mai troppo ripide). Quindi i bambini grandicelli non avranno nessun problema ad affrontare questa escursione. Se, invece, hai un bimbo più piccolo, la soluzione migliore è affrontare questa escursione con uno zaino portabimbo.

Se, invece, vuoi salire in quota con un passeggino allora l’unico tratto percorribile comodamente, a mio avviso, è quello che collega la stazione a monte della cabinovia con il rifugio Firenze.

GLI INDISPENSABILI 
Per affrontare questa escursione nel Parco Naturale Puez-Odle, io non posso fare a meno di queste cose:
– la Cartina Tabacco n.5
– il libro Val Gardena e Alpe di Siusi. 65 itinerari
– il mio zaino da 25 litri della Salewa
– le mie scarpe da trekking Tx4 La Sportiva

i miei consigli per affrontare questo giro delle malghe e dei rifugi dal Col RAiser

Distese di fiori colorati sul Col Raiser

Il giro delle malghe e dei rifugi partendo dal Col Raiser è un percorso facile, ma molto appagante. Se sei un amante della montagna e temi i luoghi affollati, non farti scoraggiare dal numero di persone che troverai sul tuo cammino. Lontano dalle stazioni a monte degli impianti di risalita e dai principali rifugi, troverai sempre un luogo tranquillo dove godere del paesaggio e di una pausa golosa.

Il punto più panoramico di questa escursione è sicuramente la cima del Seceda. Da qui si può godere sia della vista più bella sul gruppo delle Odle e sulla Val di Funes, sia di una suggestiva vista d’insieme sulle malghe e i rifugi che descrivo nell’itinerario.

Se sei alla ricerca di un’escursione più impegnativa, puoi sempre rinunciare all’utilizzo degli impianti del Col Raiser e salire direttamente a piedi dal paese di Santa Cristina lungo la strada sterrata.

Infine, se anche tu come me sali in montagna con la borraccia, tieni presente che in molti dei rifugi che ho citato (se mi ricordo bene, alla Baita Daniel, alla malga Pieralongia e al Rifugio Firenze) c’è una fontanella d’acqua a cui fermarsi e fare scorta.

PER APPROFONDIRE
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il panoramico giro del Sassolungo
la salita al Rifugio Puez partendo dalla Vallunga
Se ami il Trentino Alto Adige in generale, vieni a scoprire anche le mie escursioni in Val di Fassa.
Se vai in montagna con un bambino e cerchi ispirazione, leggi le mie escursioni con passeggino o zaino-portabimbo.

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3 pensieri su “Dal Seceda al Rifugio Firenze, in giro per malghe partendo dal Col Raiser

  1. Lisa Trevaligie Travelblog scrive:

    Siamo stati in Val Gardena, precisamente a Santa Cristina e Selva, per delle settimane bianche. Quindi non certo il periodo ideale per fare trekking o andare alla ricerca delle malghe. Ma mi piacerebbe prima o poi vedere questi posti in primavera o in estate, quando la natura esplode e ti travolge con i suoi profumi meravigliosi.

  2. sferri81 scrive:

    ci sono stata e per me sono posti incredibili, quasi magici! Una bellissima escursione che ricorderò per sempre e presto spero di poter tornare da queste parti per nuove avventure!

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