Le pasticcerie di Napoli e dintorni

Sfogliatelle&co: tour tra le pasticcerie di Napoli e della Costiera Amalfitana

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Attenzione: questo articolo che stai per leggere ha un’altissima concentrazione di zuccheri, grassi e colesterolo, ma è portatore sano di tanta golosità! Pensa alla sofficità della pasta del babà leggermente impregnata di rum, al gusto delicato della farcia delle sfogliatelle, alla burrosità della pasta frolla della pastiera. Questi sono i sapori che troverai seguendo il mio tour tra le pasticcerie di Napoli e della Costiera Amalfitana.

i contenuti dell’articolo:

I dolci tipici delle pasticcerie di Napoli e della costiera amalfitanA

La vetrina di una pasticceria di Napoli

La vetrina di una pasticceria di Napoli – foto Publicdomainpictures.net

Ho trascorso cinque giorni a Napoli e altri sei  giorni in costiera amalfitana durante il mio Grand Tour nell’Italia del Sud e, come faccio per ogni viaggio, prima di partire mi sono ampiamente documentata sui monumenti da visitare, le attività da fare e su cosa e dove mangiare. Considerando la mia propensione per il gusto salato, la ricerca si è prima concentrata sulla pizza napoletana e le migliori pizzerie di Napoli. Ma si sa che un pasto non può finire senza qualcosa di dolce, nasce da qui il mio percorso alla scoperta dei dolci tipici e delle pasticcerie di Napoli e della Costiera Amalfitana.

Durante il mio viaggio in Campania ho fatto due scoperte legate all’universo della pasticceria locale. La prima scoperta è che non esiste solo la tanto venerata triade sfogliatella-babà-pastiera, ma ci sono tantissimi tipi di dolci tutti con una tradizione e un gusto ben definiti. La seconda scoperta è che i dolci che si mangiano a Napoli sono in parte diversi da quelli che si mangiano in Costiera Amalfitana. Ecco perché ho deciso di raccontare la mia esperienza in un unico articolo ma facendo una distinzione tra i due filoni pasticceri.

la Sfogliatella riccia

Le pasticcerie di Napoli e della Costiera: la sfogliatella riccia

La sfogliatella riccia

A mio avviso la sfogliatella riccia è il dolce più rappresentativo della pasticceria napoletana. Sicuramente è il dolce più antico.  Consiste in un involucro di pasta sfoglia ben sfogliata e croccante al cui interno c’è una farcia composta da ricotta, semola, zucchero, uovo e limone. Creata quasi per caso (utilizzando degli avanzi) nel diciottesimo secolo in un convento domenicano della Costiera Amalfitana, arrivò a Napoli grazie a Pasquale Pintauro che nel 1819  riprese la ricetta con piccole modifiche e creò questo gustoso dolce da passeggio. Ecco come si spiega la forma della sfogliatella che ricorda un po’ il cappuccio di un monaco.

la Sfogliatella Frolla

 

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La sfogliatella frolla ha la stessa farcia a base di ricotta della sfogliatella riccia, ma ciò che cambia è l’involucro: invece della pasta sfoglia troviamo un fragrante pasta frolla. Ciò rende la ricetta più facile e maggiormente replicabile. Confesso che prima dell’assaggio, avrei puntato tutto sulla sfogliatella riccia. E avrei perso. Dopo aver provato entrambe le versioni di questo dolce ho scoperto di preferire la sfogliatella frolla alla riccia.

il Babà

 

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Il babà è sempre stato uno dei miei dolci preferiti (almeno da quando posso assumere alcolici!) e quando ho programmato il mio viaggio a Napoli mi sono quasi emozionata all’idea di poter finalmente assaggiare un babà originale. Ho perso davvero il conto di quanti babà ho mangiato nei 10 giorni trascorsi tra Napoli e la Costiera Amalfitana, ti basti però sapere che questo dessert nei suoi vari formati è diventato l’accompagnamento ufficiale al caffè. D’altronde come si può resistere di fronte a questa nuvola di pasta lievitata cotta al forno e poi inzuppata nel rum? Io ne preferisco la versione semplice, ma esiste anche il babà ripieno di crema.

la Pastiera napoletana

Le pasticcerie di Napoli e della Costiera: la pastiera

La pastiera napoletana

Nonostante sia nata come dolce pasquale, la pastiera napoletana spopola tra i banchi delle pasticcerie di Napoli tutto l’anno. Questo prezioso scrigno di pasta frolla contiene un delizioso ripieno di ricotta e grano, frutta candita, zucchero e uova. La pastiera probabilmente è il dolce che un napoletano non mangerebbe mai in una pasticceria perché a casa c’è sempre una mamma, una nonna o una zia che la preparano divinamente seguendo una ricetta tramandata di generazione in generazione. Di questo dolce mi ha colpito il profumo, sa di fiori, burro e uova.

la Delizia al Limone

 

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Non mi capacito di aver passato quasi quarant’anni senza aver mai sentito nominare la delizia al limone. Solo quando ho iniziato a programmare il mio viaggio in Campania, e più precisamente a Sorrento, ne ho scoperto l’esistenza. Questo dolce in effetti è nato a Sorrento e si è poi diffuso tra Napoli e la Costiera Amalfitana. Posso affermare senza dubbi che dopo il primo assaggio (a cui ne sono seguiti molti altri) è diventato  il mio dolce preferito in assoluto. La delizia al limone è una semisfera di pan di Spagna bagnato con uno sciroppo a base di limoncello, farcito con una crema a base di limone e ricoperto con una glassa soffice e leggermente agrumata. Facile da comprendere quindi il perché della sua origine sorrentina.

la torta caprese

 

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La torta caprese, come rivela in nome, è nata a Capri, ma è stata importata subito anche a Napoli. Si tratta di un dolce gustosissimo il cui impasto non contiene farina, ma mandorle e cioccolato. Mi ha conquistata per la sua morbidezza interna a dispetto dell’esterno che sembra più asciutto.

Le pasticcerie che mi hanno fatto sognare

Questi sono i dolci che ho provato e che mi hanno convinta a tal punto da entrare nella mia personale classifica dei miei 6 dolci campani preferiti. Ora ti racconto dove ho provato questi dolci. Ecco le pasticcerie di Napoli e della Costiera che ho provato.

Pintauro

 

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Al numero 275 della centralissima Via Toledo, si trova una vetrina con un’entrata e un’insegna che parlano di tempi lontani e di tradizione. La pasticceria Pintauro è il luogo dove è nata la sfogliatella con la ricetta e l’aspetto che conosciamo oggi. E qui le sfogliatelle, sia frolle che ricce, sono freschissime, fragranti e davvero buone. A Napoli, questa pasticceria ha dato vita al modo di dire “Tene a’ folla Pintauro” che sta a indicare luoghi affollati o persone che sono o vogliono apparire molto impegnate.

pasticceria giovanni Scaturchio

 

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La pasticceria Scaturchio è un’altra delle pasticcerie storiche del centro di Napoli. All’interno si può consumare al bancone oppure in una sala un po’ nascosta che sa di tempi lontani. Alcuni napoletani dicono che questa pasticceria non sia più quella di una volta, ma io confesso di averla apprezzata molto. Sarà per la sua posizione della bella Piazza San Domenico, sarà per la varietà dei suoi dolci, ma io ci sono tornata molte volte. Proprio qui ho visto dal vivo il famosissimo Babà Vesuvio, ovvero un babà gigante con la forma del vulcano circondato da una corona di babà più piccoli.  Credo che se vivessi a Napoli sarebbe una torta che ordinerei per il prossimo compleanno!

sfogliatelle Attanasio

 

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A breve distanza dalla stazione centrale, l’Antico Forno delle sfogliatelle calde Fratelli Attanasio è un punto di riferimento della pasticceria napoletana. E il nome rivela molto del luogo. Forno perché non è una pasticceria dove fermarsi a consumare, ma qui i dolci si prendono e si portano via. Sfogliatelle calde, perché qui queste bontà vengono conservate in forno e servite tiepide per risaltare l’aroma della pasta e della farcia. Quello che il nome non dice è che per accaparrarsi un vassoio di queste bontà c’è da fare sempre una fila lunghissima.

pasticceria Capparelli

 

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Nel cuore di Napoli, all’angolo tra Via dei Tribunali e San Gregorio Armeno, troviamo la pasticceria Capparelli, sempre presa d’assalto da turisti e locali. Io ci sono entrata perché un napoletano mi ha detto che qui si trova il babà migliore di Napoli. Non sono rimasta delusa, anzi non potrò mai dimenticare di aver ordinato qui il mio primo babà taglia xl. Si, perché in questa pasticceria i babà si ordinano per taglia.

pasticceria Pansa ad amalfi

 

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Oltre che a Napoli, il mio tour delle pasticcerie ha incluso anche Sorrento e la costiera amalfitana. Proprio ad Amalfi ho scoperto un vero e proprio paradiso: la Pasticceria Pansa. Situata in una posizione da sogno, nella piazza del suggestivo Duomo di Amalfi, questa pasticceria offre una bellissima terrazza all’aperto dove poter gustare i suoi prodotti. Ma quello che mi ha veramente colpito è il suo interno: varcare la soglia d’entrata è come venire proiettati in un mondo ottocentesco, dove le massicce vetrine di legno cariche di bontà dominano la scena. Proprio qui ho provato la mia prima torta caprese.

I grandi rimpianti: le pasticcerie e i dolci che devo ancora provare

Il mio tour tra le pasticcerie di Napoli e della Costiera amalfitana non ha un lieto fine. Primo, perché sono rientrata da questo viaggio con qualche chilo di troppo. Secondo, perché ho dei grandi rimpianti collegati a dolci e pasticcerie che non ho avuto modo di provare. Per farti capire meglio il mio rammarico ti racconto quali sono questi rimpianti.

il Ministeriale di scaturchio

 

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Nonostante sia stata alla Pasticceria Scaturchio, non ho provato il suo prodotto simbolo, ovvero il ministeriale. Inventato proprio qui agli inizi del 1900, questo dolce nella sua versione tradizionale consiste in un medaglione di cioccolato fondente ripieno con una crema leggermente liquorosa.

il Fiocco di neve di poppella

 

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Il mio secondo rimpianto è quello di non aver provato il fiocco di neve, celebre (e recente) creazione della Pasticceria di Ciro Poppella nel quartiere Sanità. Si tratta di una piccola brioche molto soffice dalla forma tonda ripiena di una crema di ricotta e panna la cui ricetta però rimane segretissima. Esistono delle varianti alla fragola, al pistacchio o al gianduia, ma io credo che opterei per la versione originale.

La Pasticceria Sal de Riso a Minori

 

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Il terzo rimpianto non è legato ad un dolce particolare, ma ad una pasticceria. Nel mio percorso gastronomico campano avrei sicuramente voluto provare le bontà della Pasticceria Sal De Riso a Minori. Purtroppo quando ci sono stata l’ho trovata chiusa, ma questo è un piccolo prezzo da pagare per visitare la Costiera Amalfitana in bassa stagione. Vorrà dire che per assaggiare la loro versione della famosa torta ricotta e pere dovrò programmare un’altra vacanza tra Napoli e dintorni!

17 pensieri su “Sfogliatelle&co: tour tra le pasticcerie di Napoli e della Costiera Amalfitana

  1. Lisa Trevaligie-Travelblog scrive:

    Abito poco lontano dalla costiera, che dista da noi meno di un ora di macchina. Anche se la mia città è laziale risente molto della tradizione gastronomica campana, e quindi anche da noi Si trovano gli stessi dolci, nonchè una pizza eccezionale. la mia preferita? La frolla. Ha un gusto unico al mondo, irreplicabile.

  2. antomaio65 scrive:

    Ho avuto la fortuna di lavorare per un’Azienda di Napoli che ogni anno a Natale ci mandava un pacco della pasticceria Scaturchio, ricordo ancora il profumo!!!

  3. Simona scrive:

    Posso confermare che la ricotta e pere di De Riso è davvero fenomenale, la più buona che io abbia mai mangiato in effetti. Potrebbe essere l’occasione giusta per vederci dal vivo se torni da queste parti! 😉

  4. Silvia The Food Traveler scrive:

    Preferisco il salato al dolce, ma come fare davanti a queste immagini a resistere? Vorrei subito due sfogliatelle, una riccia e una frolla. Se dovessi capitare da quelle parti, penso che il primo posto dove andrei sarebbe il Forno Attanasio. E comunque terrei anche un po’ di spazio per il fiocco di neve 🙂

  5. partyepartenze scrive:

    Un post del genere in questo periodo ha un effetto disastroso! Già la traettoria tra il divano e il frigorifero è segnalata da un solco sul parquet a furia di passaggi a pieno carico, se ci mettiamo anche i dolci napoletani! Da domani smetto: oggi cerco qualche pasticceria napoletana che faccia consegna a domicilio.

  6. Paola scrive:

    E io che pensavo di aver toccato l’apoteosi con Gai Aulenti. Ma le foto sono da impazzirci, chissà se avranno qualcosa senza lattosio anche per me. In ogni caso, credo valga la pena andarci almeno in una, fosse anche per respirare il profumo di questi manicaretti.

  7. raffigarofalo scrive:

    E’ ufficiale: si può ingrassare anche mangiando con gli occhi. E’ quello che è successo a me in questo momento, mentre scorrevo parola dopo parola, foto dopo foto, questo articolo.

  8. Giovy Malfiori scrive:

    L’unico dolce campano che non mi piace è il babà, forse perché non amo molto i dolci inzuppati nei liquori.

  9. Claudia Cabrini scrive:

    Amo follemente Napoli e più genericamente tutta la Costiera – e uno dei motivi per i quali non vedo l’ora di tornarci è anche questo! Come si mangia lì, non si mangia da nessun’altra parte al mondo. Io non sono golosa di dolci, ma in Campania mi abbufferei anche di quelli!

  10. Lucy scrive:

    Ho letto di recente un articolo sulla costiera amalfitana, e ora tu mi fai vedere questo…. lo sai che posso sentirmi male? 😱😱 Scherzi a parte, sono fiera di leggere, pur da lontanissimo, di queste eccellenze tipiche italiane. Sento i profumi!! 😋😋

    • rafaroundtheworld scrive:

      Figurati che appena pubblicato l’articolo mio marito è arrivato a casa con dei dolci andalusi. Per un attimo ho pensato di chiedere il divorzio. Se proprio c’è una cosa che non amo della Spagna quella è proprio la pasticceria!

  11. The Same Calamita scrive:

    Come ci manca Napoli! Questo articolo ci ha fatto venir voglia di dolci napoletani…ne abbiamo provati il più possibile durante la nostra permanenza. Ricordiamo molto bene il fiocco di neve di Poppella!

  12. firstepilprimopasso scrive:

    Mamma mia che acquolina mi hai fatto venire… Però la prossima volta non mancare il fiocco di neve di Poppella, è una cosa spaziale che da solo vale il viaggio a Napoli…

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