Vivere in Spagna: come ti uccido la pizza

Noi italiani che abbiamo scelto di vivere in Spagna abbiamo un unico grande problema che ci accomuna: dove poter mangiare una pizza degna di questo nome.

Lo so, voi viaggiatori ci starete già guardando con un’espressione saputella pronti a sostenere  la tesi di quanto siano buone le tapas, di quanto sia importante conoscere i cibi e le tradizioni locali  e di come non si debba cercare di mangiare cibo italiano a tutti i costi. 

Verissimo, io stessa quando viaggio mangio assolutamente local. Diverso il discorso se vi trovate a vivere in Spagna per lungo tempo e, inevitabilmente, per quanto possiate amare le tapas spagnole vi verrà sempre voglia di mangiare una pizza. Dico pizza e non pasta, perché dilettandomi io in cucina sento più la mancanza di ciò che non posso ricreare. Si, non posso fare la pizza in casa (anche se non è proprio la stessa cosa) perché qui in Andalusia nella maggior parte delle case non c’è un forno. Ma questo è un altro discorso su usi e costumi locali. Torniamo alla nostra tanto desiderata pizza.

vivere in spagna e mangiare La Pizza

La pizza di Sorbillo

La pizza di Sorbillo a Napoli

Avete visto la pizza della foto? Si tratta di una delle pizze che ho provato a Napoli e di cui sono diventata una fan convinta come vi ho raccontato nel mio articolo sulle migliori pizzerie di Napoli. Bene, ora quella pizza scordatevela. Io l’ho fatto, per non soffrire più!

Tralasciamo la lunga discussione sull’impasto. Acqua, lievito, farina e sale in diverse qualità e quantità possono dare vita a molteplici risultati. La mano del pizzaiolo fa la sua. Un buon forno completa l’opera.

Consapevole del fatto che vivo all’estero, non ho grandi pretese: che sia fine o più spessa va bene. Non chiedo nemmeno il forno a legna, perché qui si va quasi sempre di forno elettrico. Mi basta che sia cotta bene. Vi sembrerà scontato e invece qui non è così, sembra che abbiano paura che la pizza possa prendere un po’ di colore. Qui la pizza pallida, rigorosamente bianca sul fondo, sembra andare per la maggiore.

Ma il vero problema noi italiani che viviamo all’estero ce lo abbiamo con la farcitura della pizza.

Pizza boloÑesa o carbonara?

Il primo grande scempio è quello di mettere a caso sulla pizza ingredienti che hanno fama di essere italiani. Chi non avrebbe voglia di mangiare una pizza boloñesa con mozzarella e ragù? O una pizza carbonara con panna, mozzarella, bacon, uova e cipolla?

Vivere in Spagna - Pizza carbonara

Vivere in Spagna – Pizza carbonara

Vedo che iniziate a capire il problema. Alle due pizze precedentemente citate potrei aggiungere una pizza napolitana con passata di pomodoro, mozzarella, fette di pomodoro fresco, aglio, prezzemolo, rucola e basilico.

Le pizze con i gusti dei locali

L’altro problema che spesso si incontra con la farcitura della pizza è dato dal fatto che spesso si farciscono le pizze con ciò che si è abituati a mangiare in loco.

Se la pizza chorizo (farcita con un salame piccante locale) o la pizza pescatora (farcita con gamberi e cozze) possono anche passare, non ammetto deroghe per altre combinazioni.

Prima bocciata, la pizza barbacoa rivela la passione degli spagnoli per il cibo d’oltreoceano e viene farcita con salsa barbecue, bacon e carne alla griglia.

Vivere in Spagna - Pizza barbacoa

Vivere in Spagna – Pizza barbacoa

Seconda bocciata, la pizza surimi fonda la passione spagnola per questo surrogato del pesce e per la salsa rosa. Si, salsa rosa sulla pizza. Vi immaginate il risultato?

Rinunciare alla pizza? Mai!

Dopo questa breve panoramica degli orrori, vi chiederete se abbia smesso di cercare una pizza degna di questo nome.

La risposta chiaramente è no. Non scendo a compromessi. Vivere in Spagna vuol dire essere consapevoli che bisogna faticare un po’ per trovare una pizza buona, ma gli italiani che si sono  trasferiti qui sono tanti e tra loro sicuramente c’è anche qualche pizzaiolo interessato a diffondere questa bontà.

Io comunque il mio problema l’ho risolto trovando una pizzeria a Malaga, che non mi fa rimpiangere la pizza che trovavo in Italia. Il nome però non ve lo dico, altrimenti mi gioco la possibilità di proporre loro un post sponsorizzato. Non chiederei molto, solo una fornitura di pizze a cadenza settimanale per un anno!

E voi quali gusti strani di pizza avete incontrato in giro per il mondo? Raccontatemi qualcosa che mi convinca che c’è chi sta peggio!

Volete sapere cosa ne penso dell’idea di iniziar una nuova vita in Spagna? Venite a leggere il mio articolo dedicato a tutti coloro che vogliono trasferirsi in Spagna per tentare la fortuna!

31 pensieri su “Vivere in Spagna: come ti uccido la pizza

  1. Giovannoni Claudine ha detto:

    Se hai un appartamentino tuo… beh, olio di gomito e la buona pizza te la cucini da sola. L’ho fatto un MIO di volte, in giro per il mondo, a casa da amici o quando vivevo negli USA o Caraibi o Brasile… Anch’io ho una biblioteca metà romanzi e metà cultura&viaggi.
    Ora che da un po’ sto “struggendo” per staccarmi dal formaggio (il mio unico dilemma in quanto desidero ardentemente diventare vegana)… ho avuto eccellenti risultati con il Vegcheese che trovo in Svizzera nei Reformhouse.
    Ma a poco a poco, visto lo stravolgimento che il nostro pianeta sta avendo, arrivano in commercio cosine fantastiche vegan: anche formaggi tipo Camembert francese!
    Auguri :-)claudine

  2. Laura - Italians VS The World ha detto:

    Io ho provato, in Taiwan, una pizza con formaggio, alghe essiccate, sesamo e salsa di soia caramellata! E ovviamente, stavolta in UK, la famigerata HAWAIIAN con ananas e prosciutto cotto. Che poi magari il sapore non è neanche così male, ma semplicemente non è pizza! Però, se davvero vuoi inorridire, posso raccontarti l’aneddoto di un mio studente statunitense che aveva mangiato, in Italia, una margherita con patatine e wurstel denominata “Americana” e aveva sentenziato che la Pizza italiana fa schifo e l’americana è molto meglio. Insomma, ad ognuno la sua idea di pizza…

    • rafaroundtheworld ha detto:

      Certo, anch’io in Nepal o in Turchia ho mangiato la loro pizza che in entrambi i casi è una specie di torta salata e l’ho trovata buona. In questo post volevo ironicamente fare l’integralista della pizza

  3. Falupe ha detto:

    Devo ammettere che da turista non cerco la pizza all’estero ma mi è capitata di mangiarla qualche volta. Da urlo l’ho provata a San Francisco e, udite udite, alle Seychelles. Comunque io la pizza al chorizo la divorerei ❤️

  4. Alessia Pellegrini ha detto:

    Noooo, come si fa senza la pizza?? E i gusti da te elencati sono raccapriccianti!! 😀 Si offenderanno le pizzerie se suggerisci loro qualche abbinamento un po’ più leggero??
    Non sapevo che non usasse avere un forno in casa! :O

  5. Nahui ha detto:

    Per non parlare della pizza con l’ananas! Quando ho fatto la ragazza alla pari a Maiorca, la famiglia presso cui lavoravo una sera decise di portarmi in un “vero ristorante italiano” (testuali parole)…be’, il cognome sarà stato anche italiano, ma di cucina italica era rimasto veramente poco…anzi nulla! In compenso però quando stavo a Siviglia c’era una pizzeria al taglio 100% italiana (solo che sono passati anni e non ricordo più il nome -.-‘)

  6. Silvia - The Food Traveler ha detto:

    C’è di peggio forse o comunque un livello simile: anni fa in Irlanda sentivo la mancanza di pizza, ma proprio al punto di stare quasi male. Così quando abbiamo visto l’insegna di Giovanni’s non abbiamo resistito… e abbiamo fatto male perché l’impasto sembrava colla per la tappezzeria e sopra c’era un monoblocco fatto di formaggio industriali e salsa di pomodoro super acida!
    Anche io a casa ho un fornetto piccolino tipo “sfornatutto delonghi” perché non ho molto spazio in cucina, e anche io trovo che sia impossibile farci uscire qualcosa di davvero buono nonostante ci abbia messo olio di gomito più volte 😉

  7. Paola ha detto:

    La pizza chorizo è popolarissima anche in Inghilterra dove però adorano pure la pizza Hawaii, quella con l’ananas. Io dopo i primi mesi di rifiuto mi sono convertita agli usi locali e sono diventata anche io una fan della pizza Hawaii, pur consapevole che non si tratta di una vera pizza. Per una pizza seria ho la mia lista di pizzerie in Italia 😉

  8. valekappa90 ha detto:

    Oh mamma mia!! Mi sono venuti i brividi a pensare alla pizza boloñesa!! Per non parlare della carbonara e, forse ancora peggio, della barbacoa😱😱 come ti capisco! Io quest’anno ho vissuto 4 mesi a Barcellona ed ero entrata in una pesantissima crisi d’astinenza da pizza! Ma sono riuscita a resistere e a non cedere a queste iberiche “tentazioni”😂😂

  9. Giulia M. ha detto:

    Meno male che sei riuscita a trovare almeno una pizzeria come si deve! Di quelle che citi penso che potrei pensare di provare la Pescatora, se proprio stessi morendo dalla nostalgia. Comunque io mi sono ritrovata a ordinare più di una volta una sottospecie di pizza Margherita a Oxford da Pizza Hut, quindi sono l’ultima che verrà a farti la saccente al riguardo, davvero!

  10. Giulia ha detto:

    Ahah questo post mi ha fatto morire, da espatriata ti capisco perfettamente! Per me ormai mangiare la pizza all’estero è la normalità, mangiarla in Italia invece è esotico 😀 Gli spagnoli a orrori sulla pizza battono quasi gli ungheresi, è tutto dire! Devo dire che qua a Budapest ci sono pizzerie molto buone, anche se poche hanno il forno a legna. Però nonostante il forno elettrico, tutti gli ingredienti sono italiani. Ci sono, però, alcune pizzerie terrificanti, con veri orrori della natura come pizza con l’ananas, pizza con la salsa barbecue invece del pomodoro, pizza con il pollo e spinaci (wtf?) e altre follie magiare.

    • rafaroundtheworld ha detto:

      Ah ah ah! Pollo e spinaci davvero mi mancava! Comunque non mi posso più lamentare: da qualche settimana nel paesino dove vivo un italiano ha aperto una pizzeria per asporto con una pizza deliziosa anche se cotta nel forno elettrico. Per dirti la sua pizza ha farciture vere come valtellina (con bresaola) o valdostana o bufala. Vediamo quanto dura!

  11. Celeste - *BeRightBack ha detto:

    Sono ancora allucinata dalla pizza alla salsa rosa/salsa barbecue….
    Io ho abitato per un periodo in Repubblica Ceca, nel 2007 per essere precisi. E ricordo benissimo la peggiore pizza della mia vita: da genio ne presi una al prosciutto crudo, prosciutto che ovviamente avevano cotto in forno sopra alla pizza, e che credo sia stato vecchio il giusto, oltre tagliato altissimo. Una roba che se ci penso mi viene ancora la nausea, non andai oltre il primo morso. Eppure il fratello del mio ragazzo se la mangiò tutta al posto mio. Bo. Comunque adesso a Teplice (la sua città) hanno aperto un ristorante italiano dove pasta e pizza potrebbero tranquillamente fare concorrenza ai nostri, e quando andiamo è perché a sentire la nostalgia del cibo italiano è lui, non io 😀

    • rafaroundtheworld ha detto:

      Ti credo! Anch’io quando viaggio cerco sempre la cucina locale. Vivendo all’estero però è inevitabile che a volte mi venga voglia di pizza e allora si parte alla ricerca della pizzeria giusta!

  12. Agnese - I'll B right back ha detto:

    Ahahah oh mamma mia! Ma poi, se proprio vuoi fare la pizza carbonara, passi il bacon (…) ma perché ci metti panna e cipolla? Che brutte cose. Io ti capisco benissimo: in viaggio mangio solo cibo locale, ma quando vivi per mesi o anni all’estero la ricerca di una buona pizza diventa sacrosanta! In Australia e Nuova Zelanda va per la maggiore la “classica” ham & pineapple, oppure con il pollo, naturalmente! Perché mettono il pollo OVUNQUE. La peggiore pizza che io abbia mai assaggiato -e l’ho mangiata solo perché ero alticcia- è stata (tieniti forte) con pollo, salsa barbecue, avocado e panna acida.
    Dopo questo, passo e chiudo. 🙂

    • rafaroundtheworld ha detto:

      Devo sedermi! Credo che l’unico modo per riacquistare credibilità agli occhi dei lettori dopo questa tua ammissione sia dedicare un post a questo incubo di pizza 😉 No, il livello alcolico non ti scusa 😛

      • Agnese - I'll B right back ha detto:

        Stavo facendo una degustazione di vini in Hunter Valley, una regione vitivinicola australiana, e ho fatto 35 degustazioni in un giorno… A mia discolpa aggiungo che ne ho mangiata solo mezza (con la mia amica spagnola, guarda caso!) e mentre la mangiavo mi lamentavo tantissimo per il disgusto e facevo ridere tutto il gruppo.
        Spero di aver riacquistato un minimo di reputazione! Ahahah 🙂

    • rafaroundtheworld ha detto:

      Qui in Andalusia il forno c’è in poche case. Gli andalusi adorano il microonde, ma utilizzano poco il forno. Non so se sia una questione legata al caldo o allo spazio (nelle cucine dove noi italiani metteremmo il forno qui trovi la lavatrice).

  13. My IBEROSTAR 10%

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