Travel blogger per professione o per passione?

Perché non potrò mai diventare una travel blogger per professione

Il sogno di qualsiasi viaggiatore è quello di fare dei viaggi il proprio mestiere e il modo più diretto per realizzarlo sembra essere quello di diventare un travel blogger per professione. 

Lasciare il posto fisso, dire addio ad orari ed ufficio, preparare le valigie e iniziare a scoprire il mondo: chi non lo vorrebbe fare? Il problema però è sempre lo stesso. Non è così semplice costruire la giusta strategia per trasformare questo sogno in un vero e proprio lavoro che garantisca delle entrate per sostenersi economicamente.

Blog di viaggi, travel blogger per passione e travel blogger per professione

Travel blogger per professione? Iniziamo con il programmare un viaggio

Travel blogger per professione? Iniziamo con il programmare un viaggio

Lo sviluppo di strumenti web (primo tra tutti WordPress) utilizzabili anche da coloro che non hanno particolari conoscenze tecniche ha portato in breve tempo alla nascita di un’infinità di blog. Blog di cucina, blog personali e blog di viaggi sono le tre categorie di blog che sembrano riscuotere il maggior successo.

In fondo creare un blog per raccontare i propri viaggi può sembrare una cosa semplice che si fa per puro piacere e che richiede solo un minimo impegno. Quando poi  arrivano le prime soddisfazioni in termini di visite, commenti o addirittura proposte di collaborazione si potrebbe pure iniziare a pensare di far diventare questa passione un vero e proprio lavoro. Ma tra la passione e la professione c’è davvero una distanza notevole che emerge proprio iniziando a visitare i blog e i relativi canali social di chi parla di viaggi.

Per diventare travel blogger per professione non basta saper scrivere e viaggiare. Occorre molto di più. Prima di tutto una formazione in termini di conoscenze web, di comunicazione e di marketing. In secondo luogo è necessaria una visione strategica che indirizzi tutte le attività del travel blogger verso l’obiettivo da raggiungere. In terzo luogo, è fondamentale possedere tanto tempo, impegno e costanza da dedicare alle attività da portare avanti. Per ultimo, ma non meno importante, è necessaria una grande empatia che permetta al travel blogger di farsi conoscere, apprezzare ma soprattutto riconoscere dagli altri blogger, dai visitatori del blog, dalle aziende e degli enti interessati alla promozione e da tutti coloro che ruotano attorno al variegato mondo del web.

…e poi ci sono io

Travel blogger per professione? In contemplazione - Il sacro con il profano

Travel blogger per professione? In contemplazione – Il sacro con il profano

Parliamo dunque di me. Il mio blog Raf Around The World  ha visto la luce poco più di un anno fa. Il principale motivo per cui ho creato il blog è stata la necessita di raccontare i miei viaggi attraverso foto e parole affinché il passare del tempo non ne affievolisse il ricordo. Una volta pubblicati i primi contenuti, mi sono accorta che altri viaggiatori trovavano utili i miei racconti per progettare poi i propri viaggi. Ho deciso allora di non limitarmi a raccontare solo i viaggi, ma anche di dedicare alcuni articoli all’organizzazione del viaggio. In questi articoli offro i miei consigli nati e testati non solo dalla mia attività di viaggiatrice ma anche dalla mia attuale professione di albergatrice.

Proprio la scorsa settimana, nel mio ultimo breve viaggio tra Toscana e Veneto ho avuto modo di riflettere sul concetto di viaggiare e di godere del viaggio. Sono giunta alla conclusione che, per quanto mi appassioni curare il mio blog, non potrò mai essere una travel blogger per professione.

Ora ti spiego il perché.

raffaella tra sociale e anti sociale

Adoro parlare dei miei viaggi e mi fa sentire davvero utile ed orgogliosa essere contattata da altri viaggiatori con richieste di aiuto o consigli nella programmazione di itinerari. Non ho nessun problema nel mettere a disposizione tutta le mia esperienza in termini di viaggio, ma sono sempre molto restia a parlare della mia vita privata o a dare un taglio particolarmente personale ai miei racconti. Per non parlare dei canali social. Considerate che ho creato la pagina Facebook del mio blog poco più di 2 mesi fa e ho iniziato recentemente a frequentare dei gruppi di blogger e di viaggiatori. Mi credete se vi dico che devo sempre farmi un po’ di forza per partecipare con commenti o altro alle discussioni perché sono sempre troppo critica con ciò che voglio dire? Con il risultato (terribile) di apparire come una che fa la preziosa o la “so tutto io”. Per fortuna Instagram lo adoro e riesco ad ottenere dei risultati migliori.

Dimenticavo…così come faccio nella vita privata con amici e conoscenti, anche sui social ci sono periodi in cui scompaio. Non mi va di interagire e non mi obbligo a farlo.
Ti sembrano queste le premesse ottimali per diventare una travel blogger per professione?!?

mi dimentico di creare aspettativa prima del viaggio

Travel blogger per professione? In partenza

Travel blogger per professione? In partenza

Un bravo travel blogger per professione inizia a parlare di un viaggio ben prima di partire. L’aspettativa creata prima della partenza si tradurrà poi in un maggiore numero di persone che seguiranno i racconti durante e dopo il viaggio. La stessa aspettativa, se ben fatta, aumenterà anche la reputazione del blogger stesso.

Bene, questo per me è tanto facile a dirsi ma molto complicato a farsi. Prima di partire dedico moltissimo tempo alla fase di documentazione e organizzazione del viaggio e perdo di vista tutto il resto. Creo post accattivanti per incuriosire i miei lettori sulla meta dove andrò. Purtroppo però questi post rimangono nella mia mente e non trovano modo di venire pubblicati. C’è sempre del lavoro da fare, un libro da finire, la valigia da preparare e gli ultimi acquisti per il viaggio che prevalgono sulla creazione dell’aspettativa. Non ci siamo, vero?!?

ho uno strano rapporto con le foto

Fotografia in viaggio

La fortuna di avere un marito portato per la fotografia

Adoro le foto come ricordi di viaggio. Odio essere costretta a fare foto per documentare. Succede allora che al mio rientro da ogni viaggio mi rendo conto che mi mancano le foto didascaliche utili ad accompagnare i racconti che ho già in mente. Spesso mi ritrovo con bellissime foto di dettagli, mentre mi mancano le foto d’insieme, quelle che danno l’idea del luogo e che sarebbero tanto più consone ad un travel blogger per professione.

Ulteriore problema: non mi considero fotogenica. In tutte le foto che mi ritraggono ho sempre la stessa espressione fossilizzata e innaturale, per non parlare della goffaggine del mio corpo. Per fortuna mio marito ha imparato a scattarmi le foto a tradimento che sono poi quelle foto di me che pubblico sul blog. Altrimenti non sapresti nemmeno che faccia ho.

La ciliegina sulla torta in tema di foto è che a volte mentre sono in viaggio vengo presa da pigrizia acuta e mi costa molto tirare fuori la macchina fotografica, che sia la Reflex o la compatta. In questi momenti ho quasi la sensazione che prendere in mano la macchina fotografica per immortalare il momento possa quasi rovinare la magia del momento stesso.

quando viaggio mi distraggo

Travel blogger in viaggio

Travel blogger in viaggio

Ebbene si, il viaggio mi appassiona. Quando viaggio sono concentratissima su quello che sto vivendo. A volte mi rendo conto che dovrei prendere degli appunti per fissare le idee che mi vengono lungo il cammino. Accadde spesso che mentre viaggio ho un’illuminazione su un tema originale per un articolo o un modo diverso di raccontare e poi quando rientro e mi siedo di fronte al monitor tabula rasa. Vi sembrano le premesse per diventare una travel blogger professionista?

Per non parlare poi di essere social ed interagire con chi mi segue mentre viaggio. Impensabile. Io sono una di quelle che viaggiano comode, senza badare ad accoppiamenti di colore o piccoli tocchi di femminilità, per cui prima di diventare presentabile per una foto mi devo davvero impegnare. E poi sono golosa. Vado a cena o mangio dello street food e puntualmente mi ricordo di fare una foto quando il piatto è già vuoto o l’arancino morsicato. Si può?

quando torno racconto a modo mio

Non parliamo poi del rientro dal viaggio. Ho sempre mille idee su come descrivere la destinazione appena visitata. Una travel blogger per professione sa benissimo che dovrebbe articolare il proprio racconto in numerosi post di taglio diverso. Uno dedicato alla destinazione in generale, uno all’itinerario e alle cose da vedere, uno alle tipicità del luogo e così via.

Bene, dovreste vedere in WordPress la lista delle mie bozze: un campo di battaglia. Io racconto e scrivo per ispirazione. Oggi vi posso parlare dell’itinerario del mio viaggio in Thailandia con l’idea di entrare poi nel dettaglio. Domani però è facile che mi venga in mente che non ho mai scritto nulla su Roma e  detto fatto la Thailandia viene abbandonata. Capite? Qui siamo di fronte ad una caso patologico di voglia di raccontare ma senza ordine alcuno.

se qualcosa non mi piace lo dico

Quanto sono rompipalle e puntigliosa nella vita, tanto lo sono nel blog. Se in un viaggio trovo sia lati positivi che lati negativi io lo devo raccontare. Non sono in grado di idealizzare un viaggio solo per far vedere che ho vissuto un’esperienza da sogno. No, io devo poter essere libera di raccontare le cose belle così come quelle brutte. Non sempre ciò è possibile nel mondo dei blogger professionisti. La diplomazia in questo contesto può di certo tornare utile.

amo il mio lavoro

Travel blogger per professione? Io lavoro da qui

Travel blogger per professione? Io lavoro da qui

Ecco. Arriviamo all’ultimo motivo per cui non potrò mai essere una travel blogger professionista. Sono innamorata del mio lavoro. Ho dedicato tantissimi anni tra stagioni estive in hotel, stage e impieghi nel settore turistico per poter acquisire le competenze che mi hanno portato oggi ad essere in grado di fare il mio mestiere. Ovvero quello di gestire una struttura ricettiva con mio marito. Sembra pure che lo facciamo bene e quindi perché cambiare?

Il mio lavoro ha tre grandissimi pregi. Il primo è quello di essere replicabile in qualsiasi parte del mondo. Oggi siamo in Andalusia, ma domani chissà! Il secondo è avere la possibilità di essere sempre a contatto con dei viaggiatori, più o meno evoluti ma pur sempre interessati a scoprire un posto nuovo. Infine, adoro il mio lavoro perché mi permette di muovermi in bassa stagione e mi dà la libertà di viaggiare spesso e anche per molto tempo.

Sarei davvero troppo ingorda se volessi chiedere di più!

Ti è piaciuta questa mia riflessione? Vieni a scoprire anche perché viaggio.

69 pensieri su “Perché non potrò mai diventare una travel blogger per professione

  1. Lost in Destination ha detto:

    Ti capisco benissimo. Non sono una professionista e neanche mi avvicino ad esserlo.
    Viaggiare è una passione, uno svago. La pianificazione che faccio è quella che riguarda il tempo dei miei viaggi e non i post che poi scriverò (o, in genere) non scriverò su essi.
    Scatto solo quando penso ci sia un soggetto o una situazione interessante per il mio gusto personale, odio le foto didascaliche e, lo ammetto, i post “organizzativi”. Ciò che amo dei blog di viaggi sono la parte più personale che chi viaggi porta con sè anche a migliaia di km di distanza da casa propria. Per altre cose ci sono i siti del turismo e le guide.

    Non sopporto le scadenze, gli obblighi, il fare per documentare e poi condividere.

    Voglio solo portare un po’ di me nella vita di chi ha le mie stesse passioni. Crescere come viaggiatrice e come persona. Conoscere posti che non avevo io potessero piacermi e persone che, altrimenti, sarebbero state off limits.

    Fare del blogging una professione in grado di mantenere chi la esercita non è una stupidata e, spesso, richiede più impegno e costanza di un lavoro di ufficio. Non vorrei mai questo, altrimenti poi come farei ad evadere?!?!

    Un abbraccio, cara Raffaella. Spero che prima o poi berremo qualcosa insieme sul balcone del tuo hotel guardando il mare andaluso….

    Elena

    • rafaroundtheworld ha detto:

      Ma che bel commento! Grazie! Le tue parole riflettono perfettamente quello che è il tuo blog, il diario di una viaggiatrice appassionata.
      A volte c’è bisogno di essere obiettivi e guardare le cose come stanno: non tutti sono bravi a fare tutto, io sono una brava albergatrice, ma non ho le qualità per essere una travel blogger di professione.
      Questo non vuol dire che smetterò di curare il mio blog, anzi, ci metterò ancora più passione e impegno perché quella lista di bozze nel 2018 deve assolutamente essere accorciata!
      Mi farebbe immensamente piacere sedermi con te a bere qualcosa con vista mare….andrebbe bene anche un mare diverso da quello andaluso?!? Qui ci potrebbero essere cambiamenti in arrivo. Non a breve, ma chissà! 😉

  2. ingirovagandomum ha detto:

    Che bell’articolo Raffaella! Io credo fermamente che non tutti possano fare i travel blogger di professione, ma nessuno vieta di condividere la propria passione per i viaggi attraverso un blog o instagram. Se poi hai la fortuna (ed hai avuto la capacità, onore al merito) di fare un lavoro che ti appassiona non vedo perché lo dovresti lasciare. Che il 2018 sia un anno pieno di viaggi e avventure!

    • rafaroundtheworld ha detto:

      Grazie! Avevo in mente questo articolo già da un po’ perché dopo un anno che scrivi inizi a essere più consapevole del mondo del blogging e ti rendi conto di quante storie e motivazioni, anche molto diverse tra loro, si nascondono dietro le home page dei nostri blog. Contraccambio gli auguri per un 2018 all’insegna dei viaggi e delle scoperte!

  3. Daniela ha detto:

    Ciao Raffa 😊 come ti capisco!!! Per tante situazioni da te descritte mi hai come catapultato dentro me stessa! A parte il tuo lavoro attuale che per il momento resta ancora chiuso dentro un cassetto, quello di aprire un b&b in Spagna . Ti mando un abbraccio e……quello che fai lo fai con passione e questo è la cosa importante!

    • rafaroundtheworld ha detto:

      Ciao Daniela, mi fa immensamente piacere quello che mi scrivi perché di solito sono io quella che legge gli articoli degli altri e si rispecchia. Vuol dire che ho centrato la questione! 😉 Relativamente al tuo sogno nel cassetto, fammi sapere se hai bisogno di informazioni per farlo diventare un po’ più reale 🙂 Un abbraccio dalla (oggi) ventosissima Malaga!

      • Dani73 ha detto:

        Hai centrato perfettamente la questione e inizio a sentirmi “normale” 😀 Son rientrata in Sardegna (nella mia terra) da 2 mesi e adesso ci resterò per ricaricarmi di energia che mi servirà in viaggio 🙂 La Spagna è nel mio cuore e l’Andalucia credo che sarà una delle mie prossime mete 🙂 Ti contatterò sicuramente quando passerò da quelle parti 😉 Anche qui in questi giorni si sente un bel maestrale!! Un abbraccio…di vento 🙂

        • rafaroundtheworld ha detto:

          Grazie Daniela, sai dove trovarmi! C’è sempre una buona occasione per conoscere persone interessanti 😉 Ti aspetto!

  4. Silvia - The Food Traveler ha detto:

    Ti capisco benissimo, dalla prima all’ultima parola. Non sono una travel blogger professionista e credo che alla mia età non lo potrò comunque diventare nemmeno volendo, e poi nemmeno io me la sentirei di lasciare il mio lavoro. Questo fatto – parlare, anzi scrivere – dei nostri viaggi per necessità forse ci permette anche di usare il blog come “valvola di sfogo”: un modo per far passare la tensione, un modo per evadere, un modo per prolungare il ricordo di un viaggio.
    Io facebook pensa che non mi ricordo nemmeno di averlo, per non parlare di Twitter dove mi perdo letteralmente tra notifiche e messaggi… Mi piace di più Instagram ma anche io a volte non ho proprio nessuna voglia di togliere il cellulare dalla tasca, sbloccare lo schermo e scattare una foto – non parliamo poi della macchina fotografica…
    Ma secondo me ci divertiamo di più così, l’importante è che ci faccia stare bene.
    Buone feste 🎄

    • rafaroundtheworld ha detto:

      Ciao Silvia, non sarai una travel blogger professionista ma quello che fai ti riesce davvero bene. Ho sempre pensato che il tuo blog sia molto bello e che trasmetta passione. Probabilmente proprio il fatto di usare il blog come valvola di sfogo, senza la pressione di avere successo a tutti i costi, aggiunge un tocco di spontaneità che arriva al lettore. Buone feste anche a te!

  5. Rivogliolabarbie ha detto:

    Non siamo assolutamente travel blogger professionisti: ci piace viaggiare (e mi sembra il minimo) e stiamo imparando alcuni trucchi del mestiere man mano. Il problema delle foto succede anche a me: non sai le volte che mi sono ritrovata a non sapere quale foto pubblicare su IG perché o era troppo dettagliata o (peggio) era venuta male. Quanto all’essere meno diplomatici sono d’accordo con te. Se c’è qualcosa che non ci piace lo diciamo sempre. L’importante è che succeda poche volte no?
    Un abbraccio
    Erica

    • rafaroundtheworld ha detto:

      Assolutamente, meno succede e meglio è! Grazie per il commento, leggendo le parole di tutte voi che avete commentato mi sento meno sola nello scoprire che non siete tutte perfette come io mi immagino. 😉
      Ti auguro un 2018 ricco di viaggi e nuove scoperte!

  6. khadibio ha detto:

    Bellissimo post RAffaella! Mi hai strappato più di un sorriso e in tante cose mi sono rivista a 100%
    Però…
    Però secondo me quello che non ti piace, quello che non ti riesce non è essere una tra le blogger ma fare la ‘influencer’. Sono due campi complementari, certo, ma possono restare ben distinti.
    Un anno è davvero poco tempo per determinare il destino di un blog.
    Trova la tua voce, la tua via, senza forzarti a fare cose perché tutte fanno così.
    Perché fa diventare un blog un lavoro ha senso solo se diventa il lavoro dei sogni.
    Un forte abbraccio!!

    • rafaroundtheworld ha detto:

      Grazie mille! Mi fa piacere sapere di non essere la sola a non essere perfetta 😉 E grazie anche per la distinzione tra blogger e influencer: senza alcun dubbio sono sicura che non potrò mai essere un’influencer. Solo una precisazione: non ho niente in contrario né con i blogger professionisti né con gli influencer. Anzi, ammiro coloro che si sono affermati in queste professioni perché hanno delle competenze e delle capacità che io non possiedo. Buon pomeriggio!

  7. Laura - Italians VS The World ha detto:

    Anche io sono una Travel Blogger per passione, come per te e molti altri che hanno commentato questo articolo, la fondazione del mio blog è nata per la necessità di raccontare i miei viaggi (l’ho aperto durante il mio primo viaggio in solitaria, volevo raccontare a chi era rimasto a casa, con un altro fuso orario, quello che stavo facendo…). E questa necessità va al di là di un eventuale guadagno, o lavoro o chessò io. E’ vero che molti al giorno d’oggi fondano un blog, di qualsiasi tipo si intende, con l’obiettivo finale di farne il proprio lavoro, ma non dev’essere la regola. Anzi, se posso dirla tutta, quando si tratta di viaggi preferisco cercare i blogger “autentici” piuttosto di coloro che sono stati pagati per parlare bene di un determinato posto… Senza nulla togliere a chi lo fa davvero per professione, si intende! ;D

    • rafaroundtheworld ha detto:

      Ciao Laura, grazie per il commento. Sai qual è il problema? Che ci sono travel blogger per passione davvero bravi che sanno creare un interesse reale e spesso ottengono risultati migliori di alcuni (per fortuna pochi) travel blogger che vogliono essere professionisti ad ogni costo.

  8. Falupe ha detto:

    La vita di un travel blogger professional è troppo stressante, non la farei mai. Addirittura parlare del mio viaggio prima di partire 🤔 assolutamente no! Non lo dico a nessuno, nemmeno agli amici; solo ai parenti, strettissimi, giusto per far sapere dove iniziare eventuali ricerche 🧐 Complimenti Raf, articolo molto bello.

    • rafaroundtheworld ha detto:

      Grazie. Detto da te vale molto. Adoro il tuo blog e il tuo modo di scrivere e comunicare. Sul fatto che tu non sia professional parliamone 😉

  9. Patty ha detto:

    Bell’articolo, fuori dal coro e fuori dal coro l’atteggiamento.. Anch’io sono una persona che difficilmente riesce a scendere a compromessi, ho pensato e ripensato prima di aprire un blog, che oltre ai miei viaggi raccogliesse le mie riflessioni, poi l’ho fatto (da un mese) soprattutto per me, per la voglia di condividere e per le ragioni che chi ha risposto qui ha elencato, le stesse. Per me è anche come restituire qualcosa di quello che ho ricevuto, mi piace ricevere stimoli da quel che leggo e se posso darne qualcuno anch’io mi fa piacere..E ovviamente mi fa piacere che venga letto ma non da dover vendere l’anima per questo.
    Per cui, brava, difficilmente entro a leggere un articolo ma il tuo titolo mi ha catturato e poi anche il contenuto, la tua onestà e trasparenza sono sicuramente un valore aggiunto.

  10. Dania Siciliano ha detto:

    Ho aperto il mio blog da 4 mesi e anche io per raccontare i miei viaggi in moto con mio marito senza rendermi conto che dietro c’è tutto un mondo, e anche un po’ complicato a mio avviso, ma accetto la sfida e guardò fino a dove posso arrivare!

  11. Cristina ha detto:

    Sai che ti dico? Che dire la propria opinione quando c’è qualcosa di negativo da dire è un gran bel pregio! Quindi secondo ne è ottimo, continua perchè c’è bisogno di voci autentiche!!!

  12. Fra ha detto:

    Sono blogger da poco
    Amo terribilmente questa cosa è mi ritrovo in questo tuo post perché anche a me manca quel tocco per diventarlo come professionista

  13. Maryd ha detto:

    Scrivere di se stessi è già difficile di per sè. Dare un taglio personale ad un blog di viaggi è ancora più difficile. Tu però ci riesci benissimo. Continua per la tua strada. Quello che sarà, sarà.
    Maryd

  14. Silvia ha detto:

    mi ritrovo in diverse delle cose che dici, ci vuole più costanza e impegno di quello che si possa immaginare per diventare blogger di professione!

  15. Marina Curilov ha detto:

    Hai perfettamente ragione! Penso che quando mettiamo tanta passione per fare qualcosa, tutto il “contorno” svanisce… Non sono una travel blogger, ho un blog che parla di salute e benessere, ma ritrovo moltissimo in quello che dici. Mi viene difficile conciliare il privato con il “lavoro” e per seguire i “social” ci vuole tanto ma tanto allenamento… In bocca al lupo comunque e complimenti per questo post utilissimo a tutti coloro che hanno intenzione di buttarsi nel mondo del web!

  16. Manuelina ha detto:

    Capisco la tua sensazione ma ti consiglio di continuare così! Il tuo blog mi piace moltissimo per la spontaneità e autoironia in ogni racconto e singola foto..i lettori percepiamo questi dettagli!

  17. Paola ha detto:

    Penso che il passaggio da travel blogger per passione a professionista debba avvenire gradualmente, anche per la mole di cose da imparare! Con le prime collaborazioni può diventare un “lavoretto” per poi piano piano dopo qualche anno capire che strada prendere 😉

    • rafaroundtheworld ha detto:

      Sicuramente non stiamo parlando di un passaggio immediato, ma con il mio articolo volevo sottolineare il fatto che non bastano la passione per i viaggi e avere un blog per diventare una travel blogger professionista. Occorrono soprattutto le competenze (che si acquisiscono studiando) e le capacità (che le puoi allenare, ma secondo me sono nel dna).

  18. robisceri ha detto:

    Bell’articolo cara! Finalmente una che ama il proprio lavoro! Comunque non è così distante dall’avere un blog, tutto sommato… Ho molte cose in comune con te: la pigrizia nel tirare fuori la macchina fotografica, la mia reticenza a scrivere di cose molto private e, forse, la mancanza di costanza, che fa pure rima. Un abbraccio e continua così!

  19. Bruna Athena ha detto:

    L’importante è che tu faccia quel che ti piace davvero: puoi essere blogger e farlo a modo tuo, senza dover rispettare una regola. D’altro canto, chi legge per prima cosa coglie la passione che si ha nel fare le cose e la premia 🙂

  20. ricordinvaligia ha detto:

    Mica è detto che se ne debba fare una professione. Quello che deve prevalere è sicuramente la passione e il piacere di raccontare quello che si fa come lo si è vissuto veramente e non come qualcuno ha voluto che tu lo vivessi. Anche io non amo le foto personali però mi piacciono gli scorci particolari … racconta sempre quello che piace a te … è più importante di tutto!

  21. Roberta - TuristiPerSbaglio ha detto:

    A periodi mi prende la smania di provare a passare da blog amatoriale a professionale, per poter viaggiare un po’ di più. Combatto con i social come te, mi riesce così naturale alle volte sparire, e mi pare crudele dedicar loro tempo proprio quando sono in viaggio, quando amo farmi inghiottire da una nuova destinazione. Appaio poco nelle foto, ma questo non credo sia necessariamente un problema, conosco blogger professioniste che adottano uno stile più centrato sulla destinazione che non quelli che adottano più una direzione “influencer” e dunque devono necessariamente apparire di più. Alle volte provo un gusto “malvagio” a prendermela con una destinazione se proprio non entra nelle mie corde….
    Magari esiste una terza via al blogging… o quantomeno ci provo a cercarla 😉

  22. ariagentili ha detto:

    Mi hai fatto sorridere tanto con questo articolo, oltre a pensare.
    Ultimamente mi è balenata per la testa provare a scrivere dei miei viaggi, raccontati con foto e pensieri. Mi è sempre piaciuto scrivere, e il mio attuale fidanzato fa il fotografo, un accoppiata perfetta. Ho anche preso con entusiasmo il provar a viverci di questo. So che sarà una strada difficilissima, e che come hai spiegato benissimo te, forse l’idea del viaggio si tramuta da intima, sentita, personale, a lavoro.
    Ma forse con i buoni compromessi qualcosa, con moltissimo impegno, potrà uscir fuori.
    E’ comunque molto bello legger quello che hai scritto, con un po’ di ironia e spontaneità, oltre ad aver sottolineato con questi pensieri la passione che c’è dietro a questo blog, senza che questo sia lavoro.
    Grazie per la bella lettura.

    • rafaroundtheworld ha detto:

      Le tue parole mi fanno davvero piacere! Hai colto perfettamente il senso del mio articolo. Il fatto che queste righe ti abbiano fatto riflettere è già un buon punto di partenza 😉 Seguo con piacere il tuo blog perché hai uno stile di scrittura molto coinvolgente e delle foto molto belle!

  23. Daniela - The DAZ box ha detto:

    Come ti capisco! Molte persone non hanno idea di quanto impegno, dedizione e tempo ci vogliano per fare di un blog la propria professione. La formazione in questo senso è fondamentale. Io anche non diventerò mai una professionista, per una serie infinita di ragioni (molte delle quali le hai elencate tu qui). A cominciare dalla mia incapacità di gestire i sociale o di fare foto instagrammabili. Oppure perchè, come hai detto tu, mi piace raccontare le cose a modo mio!

    • rafaroundtheworld ha detto:

      …oppure avrai successo proprio perché rimarrai te stessa e non ti conformerai! L’idea del post è nata dalla sensazione sempre più frequente che ci siano tantissime persone che iniziano a scrivere un blog già con l’idea di farne una professione, senza la reale passione per la scrittura o per i viaggi e tanto meno senza pensare che siano necessarie delle competenze ben definite. Amen 😉

  24. raffigarofalo ha detto:

    Apprezzo questo post perchè è sincero. E perchè credo che non tutti i blogger debbano per forza desiderare di diventare dei blogger di professione. Il blogging è un modo di comunicare, ma è anche un modo di ricordare. Comunque a me i tuoi post piacciono molto. E sono contenta che coltivi questa passione.

  25. rosy ha detto:

    Bello questo articolo mi rivedo molto. Anche io sono una travel blogger anomala. Amo viaggiare e raccontare dei viaggi, ma non sono sempre costante. Non riesco a darmi delle tempiste precise e quando lo faccio rischio di perdere il piacere di scrivere. Forse è per questo che non diventerà la mia principale occupazione.

  26. Alessandra ha detto:

    Mi è piaciuto molto il tuo post. Io ho aperto il blog poco meno di un anno fa. A me piace molto scrivere sul blog, ma faccio fatica a stare dietro ai Social anche perché di carattere sono proprio poco Social!! :DD Fare il Travel blogger di professione, comunque, penso sia molto impegnativo: sicuramente ci si gode di più il viaggio se non lo si fa per lavoro.

  27. anna ha detto:

    ho letto con molto interesse il tuo articolo, perchè volevo conoscerti un po’ meglio e con questo post ci sei riuscita. Condivido quasi tutto quello che hai scritto, in effetti, chi ha detto che devi fare la Travel Blogger professionsta? A dire il vero ce ne sono tante, troppe. Sarà il tempo che dirà se il tuo blog diventerà un blog di riferimento o meno, intanto l’importante è goderselo e soprattutto fare un lavoro che ti piace. Ma una cosa hai sbagliato, non è vero che non sei fotogenica. In molte foto la tua genuinità, la tua tenacia si vedono, si vedono negli occhi e nel tuo sorriso. Quindi complimenti a chi te le ha scattate, ha colto il meglio di te.

    • rafaroundtheworld ha detto:

      Grazie Anna, mi piacciono le tue parole! La tua idea di blogging è molto vicina alla mia: prima viaggio e visito posti bellissimi, poi scrivo con passione dei miei viaggi. Non cerco né niente meno né niente di più! 😉

  28. Giovy Malfiori ha detto:

    Mi è piaciuto molto il punto in cui parli della formazione e dell’empatia. Hai perfettamente ragione. Quando mi chiedono quali sono le caratteristiche che un blogger (qualsiasi) professionista dovrebbe avere, io parlo sempre di quelle due.

  29. Selene Mazzei ha detto:

    Mi hai incuriosito con il titolo e ho voluto leggere il post fino in fondo!
    in tante cose mi sono vista come te… non amo aprirmi piu di tanto non amo la strategia prima della partenza anzi è un tabu non lo dico nemmeno a tutti i parenti o amici 🙂
    mi paice godermi il viaggio e lavorare dietro ai social durante i miei vaiggi potrebbe essere davvero un perdi tempo visto il poco interesse l’empatia c’è o non c’è
    a questo punto vivo la mia vita vere e da blogger incontemporanea quando posso e chi vivrà vedrà 🙂

  30. Lucrezia ha detto:

    Questo articolo ha ricevuto un sacco di commenti e posso capire il motivo: credo sia abbastanza facile trovarsi nella situazione idilliaca di scrivere un bell’articolo, pubblicare le proprie foto, ricevere i primi commenti per poi essere invitati a qualche evento o blog tour e da lì il passo a sognare ad essere un Travelblogger a tempo pieno è facile! Tuttavia come tu stessa hai detto non è invece così facile e io aggiungerei piacevole: insomma fare un viaggio, scoprire una nuova città per poi stare tutto il tempo con il telefono a testimoniare, farsi selfie, cercare la luce giusta e il sorriso perfetto è stancante! Quindi via libera agli articoli sinceri e alla passione per il proprio lavoro 😉

  31. My IBEROSTAR 10%

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