L’emozione del safari

Sono una persona che ama gli animali. Senza grandi parafrasi filosofiche, senza fondamentalismi o integralismi, sono inevitabilmente attratta verso l’universo animale: dal più grande al più piccolo, mi piace osservarli, studiarne l’aspetto e i movimenti, vedere come interagiscono tra loro e fotografarli…..accidenti se mi piace fotografarli!

Questa passione mi ha portato (lo so qualcuno tra voi potrà storcere il naso) a frequentare i principali zoo europei e anche qualche giardino zoologico extraeuropeo. Quando entro in uno zoo so già che ci passerò tutta la giornata ad ammirare i suoi abitanti, probabilmente riempirò la memoria della macchina fotografica di scatti e sicuramente vorrò passare almeno due o tre volte davanti agli ippopotami, agli orsi e agli oranghi (queste sono le mie debolezze).

In queste avventure zoologiche vengo spesso accompagnata dal mio compagno che dopo molti anni già include in qualsiasi programma di viaggio una giornata dedicata allo zoo. Lo scorso novembre, forse pensando di poter chiudere per sempre il capitolo zoo, mi ha proposto un self drive in Namibia di cui vi ho già parlato qui.

Che vi devo dire? Non riesco nemmeno a descrivere le emozioni che ho provato quando abbiamo varcato i cancelli dell’ Etosha National Park. Entrare in una riserva immensa dove gli animali vivono liberi, guidando la propria macchina e affidandoci a noi stessi nella scelta delle strade da percorrere è stata un’esperienza indimenticabile e che non avrei mai immaginato si potesse fare senza partecipare ad un viaggio organizzato o ad un’escursione di gruppo.

Appena iniziato il nostro primo percorso all’interno del parco, con il binocolo ho avvistato delle giraffe in lontananza e mi sono emozionata tantissimo manifestando tutta la mia felicità con balletti, saltelli e urletti improbabili. Figuratevi la mia reazione quando dieci minuti dopo un gruppo di dodici elefanti ci ha attraversato molto lentamente la strada, sostando perfino a guardarci. E se pensate che dopo quattro giorni spesi all’interno del parco l’emozione di incontrare gli animali si sia affievolita, vi sbagliate di grosso….

Animali, animali, animali: di giorno lungo le sterrate del parco e di notte seduti attorno alle pozze di acqua dei campeggi o dei lodge. Queste pozze sono un richiamo per gli animali in cerca di acqua e nelle stagioni secche possono diventare davvero animate. Sono opportunamente illuminate di modo che anche la notte si possa osservare la vita che le caratterizza. Un’altra fonte di emozioni (come se già non fossero abbastanza) nel mio primo safari in Namibia.

 

4 pensieri su “L’emozione del safari

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